Juncker: “Parlerò in francese, l’inglese sta perdendo importanza”

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Il presidente della Commissione europea lancia una stoccata ironica a Londra. Winterstein precisa: “Parole di alleggerimento”. Dalla conferenza sullo Stato dell'Unione a Firenze, intanto, arriva il riconoscimento all’Italia: “Ha salvato l’onore dell’Europa sui migranti”

“Mi esprimerò in francese, l'inglese sta perdendo importanza in Europa". E’ con queste parole che il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha aperto i lavori della settima edizione della Conferenza sullo Stato dell'Unione, organizzata dall'Istituto Universitario Europeo a Firenze. Il tono, riferiscono i presenti, era ironico, ma il riferimento a Londra e alla Brexit non sono passati inosservati. Tanto da costringere ad un intervento il portavoce della Commissione Alexander Winterstein.

Ue: erano parole di alleggerimento

"Conoscete bene il modo del presidente" Juncker  "di introdurre i suoi discorsi, con osservazioni talvolta di alleggerimento. Non si devono tirare conclusioni drammatiche”, è stato l’invito di Winterstein, che ha assicurato e ribadito che l'approccio della Commissione Ue al negoziato sarà “non emotivo, ma basato su fatti e cifre. Sarà una discussione professionale, seria, competente, per la quale siamo pronti al 150%".

Juncker: “L’Italia ha salvato l’onore dell’Europa sui migranti”

Polemica schivata a parte, durante la relazione di Firenze è arrivato intanto il riconoscimento dell'Unione europea per l'impegno sui migranti. "L'Italia fin dal primo giorno fa tutto ciò che può fare sulla crisi migratoria. L'Italia ha salvato e salva l'onore dell'Europa", ha riconosciuto il presidente della Commissione europea, mentre non si placa la polemica sui presunti collegamenti tra gli scafisti e alcune Ong che operano nel Mediterraneo.

Bacchettata sui ricollocamenti

“Dobbiamo essere più solidali sia con l'Italia sia con la Grecia – ha detto Juncker - che non sono responsabili della loro posizione geografica. Sono lì dove si trovano e di questo dobbiamo tenerne conto". Il presidente della Commissione ha poi bacchettato gli Stati membri che non rispettano i ricollocamenti decisi dall'Ue: "Se l'Europa comincia a non rispettare le norme giuridiche in questo campo, noi saremo perduti", ha avvertito, "vorrei che un certo numero di Stati membri capisse: qui si tratta di mettere in pratica, e tradurre in legge, l'idea che abbiamo dell'Europa e dell'uomo". "Noi abbiamo messo l'Europa dalla parte giusta della storia", gli ha fatto eco il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, presente anche lui al convegno. "Quello che adesso noi vogliamo, è che l'Europa nel suo insieme presidi meglio le sue frontiere e organizzi un sistema di intervento in Africa che impedisca le partenze", ha auspicato il titolare della Farnesina.

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