Germania, Martin Schulz eletto presidente dell'Spd col 100% dei voti

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L'ex presidente del Parlamento europeo è stato eletto alla guida del Partito Socialdemocratico tedesco. "È l'inizio della nostra conquista della cancelleria", ha detto. Succede dopo sette anni a Gabriel. A settembre le elezioni contro Merkel

Martin Schulz è il nuovo presidente del Partito Socialdemocratico tedesco. L’ex presidente del Parlamento europeo è stato eletto alla guida dell’Spd con, a sorpresa, il 100 per cento dei voti al congresso straordinario di Berlino. Succede, dopo sette anni, a Sigmar Gabriel. Alle elezioni di settembre dovrà vedersela con Angela Merkel. “Questo è un momento travolgente, non solo per me. Grazie per la vostra fiducia, credo che questo risultato sia l'inizio della nostra conquista della cancelleria e quindi io accetto l'elezione”, ha detto Schulz.



“Germania ed Europa inseparabili” - Nel suo intervento al congresso prima della votazione, il nuovo presidente dei socialdemocratici tedeschi ha illustrato il suo programma per sconfiggere Merkel alle urne. Il dovere di un cancelliere è, ha detto, “attraverso una Germania forte, tenere insieme un'Europa forte”. “La Germania e l'Europa sono inseparabili”, ha aggiunto. E sulla Turchia: “Bisogna dire chiaramente a Erdogan che così non va. E la sua strategia prima o poi fallirà”. “Vogliamo che l'Spd diventi il partito più forte del Paese e io voglio diventare il prossimo cancelliere della Repubblica federale”, ha concluso Schulz accolto da un’ovazione.

Il passaggio di consegne - Dalla discesa in campo di Schulz l'Spd ha recuperato molti consensi, fino a sorpassare - qualche settimana fa - l'Unione di Merkel. Al momento i sondaggi vedono un testa a testa fra i due partiti. Gabriel ha fatto un passo indietro, dopo sette anni di leadership, proprio per salvare i socialdemocratici da una crisi di identità e di consensi. “Sarai un leader forte come Willy Brandt”, ha detto Gabriel al successore Schulz nel suo discorso di congedo come presidente. Gabriel ha sottolineato che Schulz mette nella politica “non solo la testa ma anche il cuore". “La politica non deve essere asettica, come uno spazio clinico, ma deve brillare di più”, ha continuato. Gabriel ha anche sottolineato che il discorso di congedo non può essere segnato dalla "malinconia", perché "non c'è mai stato un passaggio così gioioso e ottimista come quello di oggi".

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