Olanda al voto, elezioni chiave per il futuro dell'Europa

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Sfida per il governo tra il liberale di destra Mark Rutte e Geert Wilders, leader del Pvv, partito islamofobo, populista e antieuropeista. La consultazione arriva nel mezzo di uno scontro senza precedenti con la Turchia di Erdogan

A decidere il primo test elettorale sulla tenuta della Ue davanti allo tsunami populista, prima che arrivino quelli in Francia e Germania, è quel 60% di olandesi che ancora oggi non ha idea se voterà, né per chi. In Olanda, infatti, il paese con l'etichetta di "più tollerante d'Europa", sono 12,8 i milioni di elettori chiamati alle urne fra le 7,30 e le 21 per rinnovare i 150 seggi della Camera Bassa per scegliere tra la continuità di un governo, che ha saputo gestire la crisi con risultati da record, e l'insofferenza per una questione migratoria emotiva e mediatica più che sostanziale.

 

 

Mark Rutte vs Geert Wilders - L'intera campagna elettorale è stata un braccio di ferro tra il premier uscente, il liberale di destra Mark Rutte che cerca un terzo mandato consecutivo, e Geert Wilders, il platinato leader del Pvv, il partito islamofobo e antieuropeista, che - con un proporzionale puro ed un record di 28 partiti sulla scheda, di cui nessuno dei maggiori disposto a fare coalizione con lui - non ha alcuna possibilità di essere chiamato a formare un governo. Ma che ha saputo imporre la sua scarna agenda populista al centro del dibattito politico.

 

 

Primo test Ue -  Primo tifoso di Donald Trump, alleato nel Parlamento europeo di Marine Le Pen e Matteo Salvini, Wilders fino alla metà di febbraio è stato dato in testa ai sondaggi. Poi il Vvd di Rutte ha ripreso quota. E lo scontro senza precedenti con la Turchia di Erdogan potrebbe avergli dato lo slancio necessario, rafforzando l'immagine di "statista" del premier. Che, osservano gli analisti politici all'Aja, se non fosse stato in campagna elettorale mai avrebbe usato modi così ruvidi per impedire a due ministri turchi di fare campagna in Olanda.

 

Qualunque sarà l'esito del voto (che sarà anticipato da un exit poll alle 21, mentre lo spoglio - manuale – andrà avanti nella notte e il risultato ufficiale sarà annunciato solo il 21 marzo), la certezza è che "giovedì mattina il mal di testa verrà non per Wilders, ma per comporre la coalizione di governo" osserva Ben Bot, diplomatico di lungo corso, ex ministro degli affari esteri nei governi Balkenende tra il 2003 ed il 2007.

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