Francia, Fillon in piazza: "Restiamo uniti, serve ultimo sforzo"

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Migliaia di persone in strada a Parigi per sostenere il candidato della destra all'Eliseo. "Andiamo fino in fondo", chiede. La moglie, protagonista dell'inchiesta che minaccia la sua corsa: "Solo lui può essere presidente". Ma i repubblicani convocano un comitato per destituirlo

“Restiamo uniti, serve un ultimo sforzo. Andiamo fino in fondo”. È questo l’invito che Francois Fillon, candidato della destra francese all’Eliseo, ha rivolto ai suoi riuniti a Parigi. Migliaia di persone si sono riversate in strada con i tricolori al vento, dalla Tour Eiffel alla place du Trocadero, per sostenere il leader al centro delle polemiche dopo l’inchiesta sui lavori fittizi in Parlamento che vede come protagonista la moglie. “Loro pensano che io sia solo, vogliono che io sia solo”, ha detto Fillon dal palco. E ancora: “Devo ringraziarvi perché avete sfidato le invettive, gli insulti, il maltempo. Grazie a voi che non abbasserete mai le braccia, che non ascolterete le sirene dello scoraggiamento. E vi devo anche delle scuse. Quelle di dover difendere me stesso e mia moglie mentre l'essenziale è difendere il nostro Paese”.

La difesa della moglie - Prima della manifestazione, dopo un mese di silenzio, aveva parlato anche Penelope, la moglie di Fillon. “Soltanto lui può diventare presidente – ha detto in un’intervista a "Le Journal du Dimanche", in cui dichiara di aver spinto il marito a proseguire la sua corsa –. Resistere a tutto questo è una prova incredibile di coraggio”. Secondo la moglie del politico, Fillon "è l'unico candidato che abbia l'esperienza, la visione, il progetto e la determinazione necessaria per dirigere la Francia".

"Ho svolto compiti molto diversi fra loro" - Penelope, accusata di aver ricoperto incarichi fittizi come assistente parlamentare del marito, sostiene di aver ricoperto ruoli “molto diversi fra loro” e di essersi occupata della corrispondenza, della preparazione degli appuntamenti di Fillon e della rassegna stampa locale. “Lo rappresentavo in alcune occasioni a certe manifestazioni, rileggevo i suoi discorsi”, spiega. “Io ci sono, ci sono sempre stata e sempre ci sarò. Sto con Francois da 36 anni e ci resterò tutto il tempo che ci rimane da vivere”, ribadisce la moglie del candidato all’Eliseo.

Il sondaggio: 71% dei francesi non vuole Fillon fra i candidati - Ma proprio "Le Journal du Dimance" ha pubblicato un sondaggio che mostra come la fiducia dei francesi verso Fillon sia calata. Il 71% di loro non vorrebbe più vederlo fra i candidati alla presidenza, mentre solo il 28% vorrebbe che resistesse. Nonostante la dimostrazione di sostegno di migliaia di persone durante la manifestazione a Parigi, per domani è convocato un comitato politico dei repubblicani: l'intento è quello di destituire il candidato che non sembra volersi fare da parte.

La convocazione dei giudici – Proseguono, intanto, le indagini sul Penelopegate. Fillon e sua moglie, come è emerso negli scorsi giorni, saranno ascoltati dai giudici sui presunti impieghi fittizi che sarebbero stati dati a Penelope e a due dei figli di Fillon grazie alle posizioni politiche ricoperte dal candidato della destra francese nel corso degli anni. Per Fillon, il Penelopegate rimane una decisione “interamente calcolata” per “impedirmi di essere candidato” oltre che "un colpo di Stato" orchestrato ai suoi danni.

Il Penelopegate - Il Penelopegate era iniziato dopo che il settimanale satirico "Le Canard Encahinè" aveva rivelato che la moglie del candidato della destra francese, avrebbe ricoperto per otto anni incarichi fittizi come assistente parlamentare del marito e del suo sostituto. Dalle indagini, è emerso anche che la donna non ha mai posseduto né una casella mail, né un badge che la collegassero a quei lavori. Penelope avrebbe però percepito un totale di 900mila euro nel corso degli anni, come compenso. Sempre secondo il giornale francese "Le Canard Enchainè", Fillon avrebbe provveduto anche a far lavorare come assistenti parlamentari due dei suoi cinque figli, tra il 2005 e il 2007.

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