Trump: "Raid anti-immigrati? Cacciamo via i criminali"

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Alla Casa Bianca primo incontro con il premier canadese Trudeau, che afferma: sui rifugiati non sono qui per dare lezioni. Intesa tra i due a sostegno delle “business leader” per potenziare il ruolo delle donne nel mondo degli affari. Presente anche la "first daughter" Ivanka 

“Quello che stiamo facendo è cacciare via i criminali". Donald Trump difende così i raid delle forze dell'ordine contro immigrati illegali arrestati a centinaia in pochi giorni. Ancora una volta ribadisce la validità del suo operato e afferma che sono gli americani a chiederglielo. E' il tema caldo a Washington che squarcia inevitabilmente il clima pacato e diplomatico della conferenza stampa con il premier canadese Justin Trudeau alla sua prima visita nella Casa Bianca di Trump. Quello stesso Trudeau che proprio in risposta al bando del tycoon americano aveva twittato: “Rifugiati, voi in Canada siete i benvenuti”.

 

 

Trudeau: non sono qui per dare lezioni – "L'ultima cosa che i canadesi si aspettano da me è che io venga qui a dare lezioni". Ha detto Trudeau a proposito del bando all'immigrazione da sette Paesi a maggioranza islamica deciso da Trump e sulla sospensione del programma di accoglienza dei rifugiati siriani negli Stati Uniti. Il Canada "può essere un esempio" ha sottolineato il presidente del Canada che via Twitter aveva annunciato l'accoglienza di 40..000 rifugiati dalla Siria.

 

 

Bando migranti – Intanto, secondo le forze dell'ordine sono state oltre 600 le persone arrestate in una settimana in almeno 11 Stati Usa. Non è ancora chiaro se nell'ambito di operazioni di routine mirate a clandestini con condanne penali o se nel quadro di una escalation determinata dalle nuove politiche sull'immigrazione: le ultime cifre fornite dalla sicurezza interna indicano comunque che per il 75% dei fermati si tratta di criminali.

 

 

Lotta al terrorismo - E' su questo sfondo che si è tenuto il faccia a faccia tra Trump e Trudeau. I due leader hanno trovato un terreno comune sulla creazione e la salvaguardia di posti di lavoro nel Nord America e sulla necessità di rafforzare la lotta al terrorismo. Ma sul tavolo restano i nodi dei rapporti commerciali, col presidente americano che ha messo in discussione il Nafta e la politica di accoglienza dei rifugiati. Il premier canadese che, al contrario, più di altri si è sempre distinto per fermezza nel ribadire i valori del suo Paese in tema di accoglienza dei profughi, pur sottolineando di non essere venuto a Washington per "dare lezioni".

 

 

Business leader - Così la visita del giovane e carismatico leader del nord si è giocata su un delicato equilibrio, che ha trovato poi una 'causa comune' immediata nel sostegno alle donne 'business leader' con il lancio di una task force Usa-Canada volta proprio a potenziare il ruolo delle donne nel business. E con l'aiuto di Ivanka. La 'first daughter' è infatti testimonial dell'iniziativa, seduta accanto al premier canadese nella tavola rotonda che ha riunito donne manager dei due Paesi.

 

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