Trump: nuove sanzioni contro l'Iran e revisione politica su Cuba

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Nei confronti di Teheran verranno colpiti 13 persone e 12 enti ritenuti parte attiva nella proliferazione di armi di distruzione di massa e nel sostegno al terrorismo. Il ministro degli Esteri iraniano: "Indifferenti alle minacce". Abolite anche alcune restrizioni per Wall Street

L'amministrazione Trump ha deciso di premere sull'acceleratore in materia di politica estera. Il dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato nuove sanzioni per colpire l’Iran, mentre il portavoce Sean Spicer ha annunciato una revisione ("già iniziata") delle politiche verso Cuba. Ma la Casa Bianca interviene anche sui temi economici e abolisce la riforma che Barack Obama impose a Wall Street dopo la crisi del 2008. 

Contro l'Iran
- L’ipotesi di un’azione contro Teheran era già circolata nella giornata di giovedì e ha ora trovato conferma. Sulla lista che racchiude i nomi dei soggetti che verranno colpiti dalle sanzioni, compaiono 13 persone e 12 enti. Trump (guarda le nuove parodie/I Coldplay per i migranti) ritiene che tutte siano attive o nello proliferazione di armi di distruzioni di massa, o nel presunto favoreggiamento del terrorismo.
 

La resistenza dell'Iran - Ma, se per il presidente americano Teheran sta “giocando con il fuoco”, dagli esponenti del governo locale non arrivano segni di cedimento. Mohammad Javad Zarif, il ministro degli Esteri iraniano, ha fatto sapere attraverso Twitter che “l’Iran è indifferente alle minacce provenienti dall’estero”. Il Paese, ha ribadito il ministro, non riuscirà mai a cominciare una guerra e userà le sue armi solo per difendersi. “Vediamo se qualcuno di quelli che si lamentano può fare la stessa affermazione”, ha concluso Zarif, in aperta polemica con Trump. Inoltre, la banca centrale iraniana sta lavorando per abolire l’uso del dollaro come moneta di riferimento delle transizioni internazionali. L'intenzione è quella di arrivare ad abolire la moneta americana già dall’inizio del prossimo anno iraniano che incomincia il 21 marzo. 

Smantellata in parte la riforma che limitava Wall Street
- In campo economico invece Trump ha abolito, come promesso in campagna elettorale, il Dodd-Frank act, la legge varata nel 2010 per evitare crolli finanziari e tutelare i piccoli risparmiatori. La legge (un insieme di norme corposo e molto complesso) era stata voluta da Obama dopo il crack della Lehman Brothers (datato settembre 2008), che costrinse Washington a mettere nel sistema oltre 300 miliardi di dollari per puntellare le altre grandi istituzioni finanziarie in crisi. 


Cosa prevede la Dodd Frank
- Ha due grandi aree di intervento: dal lato delle banche, pone limiti più stringenti sulle attività più rischiose, perché proibisce agli istituti di investire più del 3% dei propri soldi in attività come compelssi contratti derivati o quote di fondi speculativi. Le banche commerciali, insomma, siano tali e usino il denaro per prestarlo a famiglie e imprese, non per fare speculazioni azzardate sui mercati: questo il senso della norma. Dal lato dei consumatori, la Dodd Frank prevede un insieme di regole affinchè non vengano venduti prodotti troppo rischiosi, e l'istituzione di un apposita autorità di vigilanza dei piccoli risparmiatori. Paletti che secondo la Casa Bianca hanno "danneggiato lo spirito imprenditoriale americano", perciò vengono di molto ridimensionati.  Un  messaggio da “liberi tutti” per finanza e grandi banche, a 10 anni dalla crisi che aveva avuto nella deregulation finanziaria una delle cause scatenanti. 

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