Palmira, Isis distrugge facciata teatro romano e Tetrapilo

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Lo riferiscono l’agenzia di stampa ufficiale siriana “Sana” e il responsabile delle antichità archeologiche nella città. Nei giorni scorsi l’uccisione di 12 persone sul palco dello stesso anfiteatro

Non c’è pace per i monumenti di Palmira, l’antica città siriana, famosa per il sito archeologico patrimonio dell’Unesco, più volte attaccata e sfregiata dall’Isis. A essere danneggiati questa volta sarebbero, secondo l'agenzia di stampa ufficiale “Sana”, il proscenio dell'antico teatro romano e il Tetrapilo.

 

“Hanno distrutto la facciata” - "L'organizzazione terroristica del Daesh ha distrutto la facciata del teatro romano e il Tetrapilo nella città di Tadmur", riferisce l'agenzia “Sana”, che cita "fonti della società civile". Una conferma arriverebbe anche da Maamoun Abdelkarim, responsabile delle antichità archeologiche nella città: "Fonti locali ci hanno informati che il Daesh ha distrutto il Tetrapilo, un monumento di 16 colonne, e foto satellitari raccolte giovedì dai nostri colleghi dell'università di Boston mostrano danni alla facciata del teatro romano".

 

Dodici uccisi sullo stesso palco - Nei giorni scorsi l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) aveva riferito dell'uccisione da parte dell'Isis di 12 persone, militari governativi e civili, proprio sul palco dell'anfiteatro di Palmira. Un'esecuzione simile a quella avvenuta nel 2015 quando più di 20 militari di Damasco erano stati uccisi da adolescenti sedicenti membri di Daesh di fronte al proscenio dell'antico teatro. La città è stata di nuovo occupata dai jihadisti a dicembre, dopo che a marzo le forze di Damasco avevano erano riuscite a prenderne il controllo. (LE FOTO DOPO LA LIBERAZIONE)

 

Più di 30 jihadisti uccisi - Intanto nel Paese continuano gli scontri. Più di 30 jihadisti dell'Isis sarebbero stati uccisi in operazioni delle truppe siriane e dei miliziani alleati nella provincia di Homs. Lo riferisce l'iraniana Press Tv, che riporta notizie diffuse dall'Osservatorio siriano per i diritti umani e dall'agenzia di stampa ufficiale siriana “Sana”.

Almeno 18 sarebbero morti nella zona della base aerea Tayfor (T4), circa 70 km a ovest di Palmira, e altri 15 a sud del villaggio di Sharifa. Nei combattimenti, stando agli attivisti, sarebbero morti anche cinque miliziani che combattono al fianco delle forze del presidente Bashar al-Assad e altri sette sarebbero rimasti uccisi per l'esplosione di una bomba.

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