Conti pubblici, apertura della Ue all’Italia: manovra più leggera

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Via libera della Commissione europea alla richiesta del governo italiano di uno sconto sulla prossima manovra. Otto, nove miliardi di euro in meno in cambio vanno riduzione di spesa e debito. Soddisfatto Gentiloni

La Commissione europea dà il suo via libera, non ancora ufficiale, ma sostanziale, allo sconto chiesto dall'Italia sulla manovra per il prossimo anno. L'aggiustamento dei conti potrà essere meno pesante del previsto, purché l'Italia assicuri il rispetto di due raccomandazioni fondamentali: il calo del debito e la riduzione della spesa pubblica.

Bruxelles ci fa lo sconto

La lettera con cui Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno risposto alle richieste avanzate a fine maggio da Pier Carlo Padoan prelude, di fatto, a un via libera al Documento programmatico di bilancio che il Mef presenterà in autunno insieme alla Nota di aggiornamento del Def. Tanto da far sbilanciare anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, pronto ad accogliere la "buona notizia" in arrivo da Bruxelles. "Sono fiducioso - ha detto il premier - che l'Italia che ha sempre rispettato le regole europee ottenga ragione sul fatto che le regole si rispettano ma su un percorso che tenda a incoraggiare la crescita ma non la deprima".

Otto-nove miliardi di euro in meno

La Commissione non fa cifre, non esprime giudizi sullo 0,3% di correzione ritenuto adeguato dal Tesoro in sostituzione dello 0,6% previsto dalle regole. Guardando gli interventi necessari per disinnescare l'aumento dell'Iva utilizzato come clausola di salvaguardia significa che l'Italia risparmierebbe circa 9 miliardi che avrebbe dovuto usare a questo scopo.

Nella lettera la commissione Ue segue le logiche ripercorse dall'Italia nella richiesta. Assicura che utilizzerà "un certo margine di discrezione" considerando le deviazioni dal percorso di aggiustamento previsto dalla cosiddetta "matrice". Nella sua valutazione terrà conto "in modo equilibrato" dei due obiettivi ritenuti ormai paritari: sostenere la ripresa e garantire la sostenibilità di bilancio. In pratica un riconoscimento alla linea che Padoan ha intrapreso da tempo e che va ripetendo in tutte le occasioni di incontro, nazionali e internazionali, per convincere interlocutori italiani ed europei della necessità di perseguire la "via stretta" tra crescita e consolidamento.

L’Italia dovrà quindi rispettare le raccomandazioni Ue: assicurare il calo del debito pubblico e ridurre la spesa primaria.

Obiettivo: ridurre le tasse

Nel 2018 una riduzione del deficit nominale ulteriore rispetto ai risultati già conseguiti, sebbene inferiore a quella indicata nel Def, consentirebbe al Governo di proseguire in una politica in qualche modo espansiva per l'economia. L'idea di fondo è quella di poter continuare a ridurre le tasse, intervenendo sul cuneo fiscale, ma anche oggi Padoan non si è fatto trascinare dall'entusiasmo. "Bisogna valutare con attenzione come usare lo spazio fiscale, se limitato. - ha avvertito - Non tutti i tagli delle tasse hanno gli stessi effetti su crescita e occupazione”.

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