La Cgil torna in piazza a Roma contro i voucher

La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, durante un comizio (Getty Images)
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Il sindacato ha annunciato che il ritorno dei buoni di pagamento, approvati nella manovrina dopo un'abrogazione durata meno di tre mesi, sono uno "schiaffo alla democrazia". La manifestazione si svolgerà nella Capitale sabato 17 giugno 

La Cgil scende nuovamente in campo contro i voucher. Nonostante l'abrogazione di questa forma di pagamento, con la "manovrina" correttiva approvata in Senato il 15 giugno, ne viene reintrodotta una analoga: si tratta del "contratto di prestazione occasionale", un ritorno che ha scatenato l'ira dei sindacati, i quali ora annunciano il ritorno in piazza. La Cgil ha definito la reintroduzione dei buoni lavoro come uno "schiaffo alla democrazia".

Il ritorno dei voucher

"La scelta di escludere la partecipazione dei cittadini, di non confrontarsi con le organizzazioni sindacali è il classico sintomo di chi ha paura di fare una battaglia a viso aperto, di chi ha paura di sostenere le opinioni", ha commentato la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, aggiungendo che la retromarcia sul tema è arrivata attraverso "un veicolo un po' clandestino", la manovrina correttiva, richiesta dall'Europa per correggere il tiro sui conti pubblici. A proporre il ritorno dei voucher sono stati i parlamentari del Pd. La manifestazione della Confederazione è prevista per sabato 17 giugno a Roma, con lo slogan: "Rispetto! Per il lavoro, per la democrazia e per la Costituzione". Al fianco del sindacato ci sarà la formazione politica coordinata da Roberto Speranza, Articolo1-Mdp, che non ha votato la fiducia cui era vincolata la manovrina né al Senato né alla Camera, non partecipando al voto. I cortei saranno due, uno prenderà l'avvio da piazza della Repubblica, l'altro da piazzale Ostiense, per poi confluire in piazza di Porta San Giovanni.

Il commento dell'Upb

Nel frattempo l'Ufficio parlamentare di bilancio, ha analizzato le nuove norme sul lavoro occasionale notando come siano sì "più stringenti" dei vecchi voucher, ma anche che persistano "alcuni elementi di criticità". In passato i voucher erano stati utilizzati massicciamente, forzando quello che sarebbe dovuto essere uno strumento di pagamento esclusivo delle prestazioni lavorative saltuarie. Dall'anno di introduzione, il 2008, al 2016 la crescita dei voucher è stata del 27.000%, con oltre 145 milioni di buoni venduti l'anno scorso, si apprende dai dati Inps elaborati da Uil. Rispetto ai vecchi buoni lavoro, i nuovi voucher non possono essere emessi nei settori dell'edilizia e per le prestazioni inferiori alle 4 ore, mentre l'agricoltura potrà avvalersene solo per pagare pensionati, studenti e disoccupati. Il compenso netto passa da 7,5 euro orari a 9 euro e i contributi a carico del datore di lavoro salgono al 33%. Inoltre, non potranno più essere acquistati in tabaccheria, bensì solo presso le Poste o il sito dell'Inps.

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