Lavoro: a Bolzano gli stipendi più alti d’Italia, male il Sud

Foto d'archivio di una busta paga (Ansa)
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Secondo l’Osservatorio Statistico dei consulenti del lavoro le province italiane con le migliori buste paga sono tutte al Nord. La prima del Meridione in classifica è L’Aquila, al 55esimo posto. Donne occupate: a Bologna il 66%, a Napoli il 25%

È Bolzano la provincia italiana con gli stipendi più alti. Oltre ad avere il tasso di disoccupazione più basso, con 1476 euro mensili la provincia trentina detiene il primato delle buste paga più consistenti d’Italia fra i dipendenti. Lo rileva l'Osservatorio Statistico dei consulenti del lavoro in un report presentato a Napoli, nell'ultima giornata del congresso nazionale della categoria.

Ad Ascoli gli stipendi più bassi

Secondo il rapporto, dopo Bolzano seguono in classifica numerosi altri centri del Nord: Varese (1.471 euro), Monza e Brianza (1.456), Como (1.449), Verbano Cusio Ossola (1.434), Bologna (1.424) e Lodi (1.423). All’ultimo posto, invece, la retribuzione media degli occupati di Ascoli Piceno, che con 925 euro è fanalino di coda. Stando al dossier, il dominio settentrionale sulle retribuzioni si estende fino al 55esimo posto della classifica perché la prima provincia del Mezzogiorno dove si guadagna di più è L'Aquila con 1.282 euro. (IN CALABRIA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE RECORD)

Donne occupate: a Bologna il 66%, a Napoli il 25%

Il dossier ha analizzato anche la percentuale di donne occupate nelle varie province italiane. Il tasso d'occupazione femminile più alto d'Italia si registra nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne svolgono un'attività (66,5%). Buone notizie anche per le lavoratrici di altre città del Centro-Nord: fra queste Bolzano (66,4% di occupate), Arezzo (64,4%) e Forlì-Cesena (63,3%). Al contrario, nel Mezzogiorno, la percentuale delle impiegate si assottiglia drasticamente: il tasso più basso si rileva a Barletta-Andria-Trani dove lavora meno di un quarto della componente femminile (24,1%). Male anche Napoli (25,5%), Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%). (IL RAPPORTO OCSE SULLE DONNE)

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