I lavoratori italiani tra i più poveri d'Europa

Foto di archivio (Getty Images)
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Secondo l'ultima indagine Global 50 Remuneration Planning, il nostro Paese può assicurare stipendi nella media europea ma la tassazione e il costo della vita abbassano il potere d'acquisto degli italiani

Nonostante gli stipendi italiani siano, a tutti i livelli, in linea con la media europea, secondo il Global 50 Remuneration Planning i lavoratori italiani sono tra i più poveri d'Europa a causa del basso potere d'acquisto. A condizionare questo elemento sono l'alta tassazione e il costo della vita. Nel confronto condotto dalla società di consulenza Willis Towers Watson tra le prime 20 economie europee, l'Italia si piazza al 14esimo posto sia per gli stipendi per i neo-assunti sia per quelli da middle management.

 

La situazione italiana - Il Global 50 Remuneration Planning mette a confronto le ultime rilevazioni di mercato su retribuzione e benefit relativi a 50 posizioni organizzative in 60 Paesi. Analizzando la media della retribuzione annuale lorda delle prime 20 economie europee, il report 2017 ha messo in luce un dato importante: le retribuzioni dei middle manager sono cresciute e l'Italia è al 14esimo posto con una media di stipendio annuo di 69mila euro. Per gli stipendi in ingresso, la cifra scende a 25.500 euro. Il rapporto con il potere d'acquisto, determinato da tassazione e costo della vita, riduce però il valore di queste cifre rispettivamente a 43mila e 23.500 euro facendo scendere il nostro Paese rispettivamente al 17esimo e al 15esimo posto. “L’efficacia, in termini reali, della retribuzione è influenzata da diversi fattori quali il costo della vita ed il sistema fiscale, che sono profondamente diversi da paese a paese - spiega in un comunicato Rodolfo Monni, responsabile indagini retributive di Willis Tower Watson. - Al variare di questi, varia anche l’effettiva valenza del reddito. Nei paesi come l’Italia, caratterizzata da un’imposizione fiscale di tipo progressivo, i livelli retributivi reali sono più bassi rispetto agli altri paesi all’aumentare di carriere e retribuzioni”.

 

Il primato svizzero - La Svizzera rimane il paese con gli stipendi più alti. I dipendenti percepiscono retribuzioni lorde in media maggiori di quelli degli altri Paesi europei: come stipendi d'ingresso vengono garantiti 82.790 euro, mentre a livello di middle management la cifra sale a 151.727 euro. Da notare la differenza rispetto alla seconda in classifica, la Danimarca, che in entrata presenta stipendi medi da 55.078 euro, mentre per i manager salgono fino a 101.778. Nonostante i livelli retributivi nominali siano calati, la bassa pressione fiscale e il costo della vita portano gli svizzeri ad essere la popolazione con il più alto potere di acquisto secondo l'indagine. In relazione al potere d'acquisto, gli stipendi svizzeri passano rispettivamente a 54.243 euro e 89.879. Dopo la Svizzera, nella classifica collegata al potere d'acquisto, al posto della Danimarca c'è il Lussemburgo.

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