Commissione Ue: "Pil Italia +0,9%, ma pesano incertezze politiche"

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Nel dettaglio le previsioni economiche evidenziano che il nostro Paese ha i tassi di crescita più bassi dell'Unione. Quest'anno il prodotto interno lordo si attesterà sotto l'1%. Il rapporto deficit/Pil è destinato ad aumentare nel 2018. Le stime per i 28 paesi dell'Unione Europea

Le previsioni economiche d’inverno della Commissione Europea sull’Italia sono scritte in un documento di due pagine. L'economia del nostro Paese è destinata a crescere dello 0,9% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018. A sostenere la crescita saranno i bassi tassi d’interesse e la forte domanda estera. Preoccupano le debolezze strutturali.

 

Dati positivi per il Pil – Dall’analisi dei tecnici di Bruxelles emerge che la crescita dei consumi è sostenuta dall’aumento dell’occupazione e dal basso costo dell’energia. Nel 2017, la crescita annua del PIL reale, sarà pari allo 0,9% per effetto del sostegno della politica monetaria e di un’attesa accelerazione della domanda mondiale. Nel 2018, la crescita annua del PIL reale è destinata a mantenere un ritmo simile (+1,1%)  sostenuta dagli sviluppi della domanda interna ed esterna.

 


 

 

Le incertezze politiche e bancarie – I rischi al ribasso per le prospettive di crescita italiana arrivano dall'incertezza del sistema bancario e della politica nazionale. Le condizioni per ottenere finanziamenti si sono ulteriormente alleggerite nel 2016. I tassi d’interesse reali sui nuovi prestiti hanno raggiunto livelli tra i più bassi dall’introduzione dell’Euro. I prestiti alle famiglie hanno registrato un aumento, mentre il settore delle costruzioni e le piccole e medie imprese continuano ad avere difficoltà di accesso al credito. “In prospettiva - scrivono i tecnici della Commissione –l’elevato livello di sofferenza dei bilanci, può determinare una contrazione del credito”.

 

L’incognita del mondo del lavoro – “Il tasso di disoccupazione rimane elevato” si legge nelle previsioni economiche. Le riforme, tra cui una riduzione permanente della tassazione, sono destinate a sostenere l'occupazione nel 2017 e nel 2018. Tuttavia l’orizzonte di previsione è che “il tasso di disoccupazione resti al di sopra dell’11% ancora per diverso tempo”.

 

 

 

Il rapporto Deficit/Pil - Il disavanzo dell’amministrazione pubblica, nel 2016, è stimato al 2,3% del Pil: in calo rispetto al 2,6% di due anni fa. “Si registrano minori uscite per interessi - scrivono i tecnici – Mentre la spesa primaria corrente è destinata ad aumentare e le entrate fiscali dovrebbero restare stabili”. Nel 2017, il rapporto Deficit/Pil dovrebbe arrivare al 2,4%, “in virtù del possibile incremento della spesa pensionistica”. Nel 2018, sotto nell'ipotesi di politiche invariate, il deficit è previsto al 2,6% del PIL; anche a causa di un minor carico fiscale. 

 

 

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