Presidente Cina Xi Jinping a Trump: da economia globale non si scappa

Il presidente cinese Xi Jinping al meeting del Worl Economic Forum a Davos (Getty Images)
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Il leader cinese, dal World Economic Forum di Davos, lancia indirettamente un monito al nuovo presidente Usa: "Nessuno uscirebbe vincitore in una guerra commerciale globale"

“Nessuno uscirebbe vincitore in una guerra commerciale globale”. Questo il messaggio che il presidente cinese Xi Jinping ha inviato chiaro al presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che durante la campagna elettorale non ha risparmiato attacchi frontali al commercio con la Cina, da lui considerato contrario agli interessi americani. E' dunque il presidente del più grande Paese che si professa ancora comunista a prendere le difese della globalizzazione, dai microfoni del Forum di Davos, a dispetto del minacce di chiusura evocate dal prossimo inquilino della Casa Bianca.

 

L'oceano della globalizzazione – Donald Trump, in particolare, aveva promesso di infliggere un dazio speciale sulle importazioni cinesi negli Stati Uniti. Il presidente eletto ritiene infatti che Pechino svaluti artificialmente la propria moneta, facilitando un'invasione di prodotti a basso costo che distrugge concorrenza e posti di lavoro.

“Inseguire il protezionismo è come chiudersi in una stanza buia”, ha detto Xi al meeting del World Economic Forum, “fuori potrebbero esserci vento e pioggia, ma anche luce ed aria”. L'economia globale, ha aggiunto, “è un grosso oceano dal quale non puoi scappare”, “è vero che la globalizzazione ha creato nuovi problemi, ma non è una ragione per interromperla completamente”. Secondo il presidente cinese bisognerebbe, piuttosto, “adattare e guidare la globalizzazione economica, ammortizzare i suoi impatti negativi e consegnare i suoi benefici a tutti i Paesi”. “La cosa giusta da fare”, secondo il presidente Xi, “è cogliere ogni opportunità e affrontare le sfide per tracciare la strada giusta per la globalizzazione”.

 

Cina e globalizzazione – La Cina d'altronde, dal suo ingresso nel Wto nel 2001, ha potuto trarre grande beneficio dal commercio globale, avviando il cambio di passo che ha portato il suo Pil da una cifra inferiore ai 2000 miliardi di dollari agli oltre 11mila del 2015. Negli ultimi mesi Pechino ha cercato di completare a tutti gli effetti il proprio accesso nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, attraverso il riconoscimento dello status di economia di mercato che farebbe decadere le ultime protezioni commerciali che ancora permangono in Paesi come Usa e Ue. Le maggiori forze occidentali si sono opposte a tale riconoscimento e Pechino ha lanciato una sfida legale sul tema.

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