Fisco, sequestrati 32 mln a società vicine a ex vicepresidente Foggia

Foto d'archivio (ansa)
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Ruggiero Curci, agli arresti domiciliari, è accusato di dichiarazione fraudolenta mediante “altri artifici”. Per l’accusa avrebbe ricevuto in nero 1,7 milioni di euro dagli amministratori di alcune società di trasporto ai quali avrebbe promesso vantaggi fiscali

La Guardia di Finanza di Varese e la Squadra Mobile di Milano questa mattina, 13 febbraio, hanno sequestrato 32,3 milioni di euro a 91 società di autotrasporto, la cui contabilità era curata da Ruggiero Curci, commercialista originario del foggiano ed ex vicepresidente del Foggia Calcio, squadra che in questa stagione milita nel campionato di Serie B. L’operazione è scattata in esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dalla Dda di Milano. Curci è attualmente ai domiciliari (dal dicembre 2017, a seguito dell'inchiesta sul Foggia) ed è accusato di dichiarazione fraudolenta mediante “altri artifici”.

Le accuse a Curci

L'operazione è scaturita nell'ambito della continuazione dell'inchiesta “Security” della scorsa estate. Curci, secondo le indagini, avrebbe ricevuto in nero 1,7 milioni di euro dagli amministratori delle società di trasporto, ai quali avrebbe promesso vantaggi fiscali facendogli indicare il suo studio di Carapelle, paese in provincia di Foggia, come sede legale, benché le stesse società operassero in varie altre zone d'Italia. Inoltre, attraverso l'analisi della contabilità delle società gestite dal commercialista pugliese, i finanzieri avrebbero scoperto costi "carburante" inesistenti, ma dichiarati ugualmente per abbattere fraudolentemente l'imponibile delle aziende di trasporto, per 72,2 milioni di euro, con imposte evase sui redditi e sull'iva per 32,3 milioni di euro, l’importo che è stato sequestrato questa mattina. 

L’inchiesta “Security”

Curci era stato arrestato a dicembre del 2017 nell’ambito dell’inchiesta “Security”, condotta dalla Dda di Milano, con l’accusa di autoriciclaggio. Il commercialista è sospettato di aver pagato "in nero" almeno 12 calciatori del Foggia, utilizzando denaro – quasi due milioni di euro – di provenienza illecita. Soldi che sarebbero arrivati dalla criminalità organizzata. A maggio 2017, 15 misure cautelari erano già state spiccate dalla Dda di Milano nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di far parte di un'associazione a delinquere che avrebbe favorito gli interessi, in particolare nel capoluogo lombardo e in provincia, della famiglia mafiosa catanese dei Laudani. Lo scorso 24 gennaio a finire in manette era stato anche il patron del Foggia, Fedele Sannella, accusato di riciclaggio.

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