No a richiesta scarcerazione per Dell’Utri: “Ora sciopero fame e cure”

Marcello Dell'Utri (Foto archivio Ansa)
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L’ex senatore di Forza Italia sta scontando una condanna a 7 anni per concorso in associazione mafiosa: “Preso atto della decisione del Tribunale che decide di lasciarmi morire in carcere ho deciso di farlo di mia volontà”. Aveva chiesto libertà per motivi di salute

L'ex parlamentare Marcello Dell'Utri ha annunciato, tramite i suoi legali, lo sciopero della fame e delle cure dopo che il Tribunale di sorveglianza di Roma ha rigettato la richiesta di scarcerazione per motivi di salute. L’ex senatore di Forza Italia sta scontando una condanna a 7 anni per concorso in associazione mafiosa.

“Mi lasciano morire in carcere”

"Preso atto della decisione del Tribunale che decide di lasciarmi morire in carcere - ha riferito Dell’Utri agli avvocati Alessandro De Federicis e Simona Filippi - ho deciso di farlo di mia volontà adottando da oggi lo sciopero della terapia e del vitto".

La decisione del pg

Dell’Utri, affetto da patologie cardiache e oncologiche, è detenuto nel carcere di Rebibbia, dove rimarrà dopo la decisione del pg Pietro Giordano che si è opposto alla richiesta di sospensione pena, sulla scorta di quanto accertato dai periti del tribunale. Una presa di posizione contraria al parere degli stessi consulenti della Procura generale, che avevano decretato l’incompatibilità tra le condizioni cliniche e la detenzione.

Le motivazioni

"Sulla scorta del quadro clinico complessivo i periti hanno concluso per la compatibilità con il carcere non emergendo criticità o urgenze tali da rendere necessario il ricorso a cure o trattamenti non attuabili in regime di detenzione ordinari", ha spiegato il tribunale di sorveglianza di Roma. Per i giudici e per i periti da loro nominati le patologie cardiache e oncologiche "sono sotto controllo farmacologico e non costituiscono aggravamento del suo stato di salute. La terapia può essere effettuata in costanza di detenzione sia in regime ambulatoriale che di ricovero ospedaliero". "D'altronde - aggiunge il collegio - Dell'Utri è seguito da suoi specialisti e nessuno ha ravvisato ritardi nelle cure” e "la pena può assumere il suo carattere rieducativo non prestandosi a giudizi di contrarietà al senso di umanità".

L’appello della Corte europea dei diritti umani

Sulla vicenda è intervenuta anche la Corte europea dei diritti umani, che ha chiesto al governo italiano di valutare se continuare a tenere Dell'Utri in carcere violi o meno il diritto a non essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. I legali dell’ex parlamentare, all'udienza davanti al tribunale di sorveglianza, avevano dichiarato che una decisione contraria da parte dei giudici avrebbe potuto avere delle ripercussioni psicologiche gravi sull’ex senatore, già molto provato.

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