Criminalità a Ostia, il prefetto a Sky TG24: "Qui comanda lo Stato"

Cronaca
Il prefetto di Ostia Domenico Vulpiani (Foto LaPresse)

Domenico Vulpiani, ex commissario straordinario del X Municipio di Roma sciolto per mafia, è intervenuto sull'aggressione alla troupe giornalistica: "Abbiamo perso una battaglia, non dovevamo permetterlo. C'è una guerra in atto con i clan, la barra va tenuta dritta"

Dopo l’aggressione ai danni di un giornalista e del suo cameraman i riflettori sono tornati sulla criminalità a Ostia, che esce da due anni di commissariamento dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il prefetto Domenico Vulpiani, ex commissario straordinario, negli ultimi 24 mesi ha rappresentato lo Stato nel territorio di Ostia, tornata al voto il 5 novembre e in attesa che il ballottaggio tra centrodestra e Movimento 5 Stelle decida i prossimi amministratori. Vulpiani è intervenuto a Sky TG24, dove ha affermato: "A Ostia comanda lo Stato". In questi due anni c’è stata una sorta di tregua, ma – ricorda Vulpiani – "c’è una guerra in atto". E l’aggressione alla troupe del 7 novembre è "una battaglia persa delle istituzioni, non potevamo far aggredire un giornalista in quella maniera".

I tentacoli dei clan su Ostia

Il prefetto Vulpiani ha ricordato l’ambiente criminale con cui le istituzioni devono fare i conti a Ostia: “Dobbiamo tenere la barra dritta e riprenderci il controllo del territorio. È una guerra che non si può perdere”. Il X Municipio di Roma è stato commissariato per due anni dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Vulpiani spiega: “In questi due anni abbiamo fatto di tutto per recidere i tentacoli della mafia, della criminalità organizzata che avviluppavano la macchina amministrativa di Ostia”. Una stretta che si estendeva anche e soprattutto sulle attività economiche. I clan controllavano il litorale: stabilimenti, chioschi, la gestione delle spiagge. “Li abbiamo eliminati noi, li ha eliminati la magistratura con le sue inchieste giudiziarie. Il porto è sequestrato ed è in amministrazione controllata”, spiega il prefetto Vulpiani, “tutta la parte commerciale controllata dai clan è stata eliminata, abbiamo chiuso le attività gestite da prestanome o organizzazioni criminali. Abbiamo tentato di riaffermare la presenza di una giusta amministrazione, dello Stato e delle istituzioni”.

La tregua è finita

Durante questo periodo di commissariamento c’è stata una sorta di guerra tra le organizzazioni criminali e le istituzioni. Il motivo lo spiega il prefetto Vulpiani: “Sapevano che noi avevamo una scadenza, che dopo 24 mesi non ci saremmo stati più”. Ora sta alla politica e ai prossimi amministratori di Ostia “tenere la guardia alta, il che significa anche un maggior coinvolgimento dei cittadini. Mi ha stupito e ho trovato disarmante il mancato esercizio del diritto di voto”. Anche perché i segnali recenti sono stati preoccupanti: sono tornati a verificarsi episodi come l’incendio di cassonetti: “Sono messaggi dei clan, come a dire ‘Noi restiamo qui e dovrete fare i conti con noi'”, spiega il prefetto.

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