Migranti, superstiti del naufragio: "50 vittime al largo della Libia"

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Le testimonianze sono state raccolte dalla polizia di Ragusa fra le 59 persone soccorse. Intanto prosegue il rimpallo di responsabilità fra guardia costiera libica e la Ong tedesca Sea Watch

Sarebbero almeno 50 le vittime del terribile naufragio di alcuni giorni fa, verificatosi a circa 30 miglia dalle coste libiche, dove sono intervenuti la nave della ong tedesca Sea Watch e la motovedetta della guardia costiera libica. È quanto riferisce la polizia di Stato di Ragusa, che a Pozzallo ha sentito i 59 superstiti soccorsi dall'organizzazione non governativa e giunti con le salme di cinque migranti, tra cui tre uomini, una donna e un bimbo di due anni mezzo. Una trentina, invece, sarebbero stati presi in carico dalla guardia costiera libica. Dal racconto dei migranti è stato possibile accertare, infatti, che sono partiti in circa 145 dalle coste libiche, dopo aver pagato 400 dollari a testa ai trafficanti di esseri umani.

Lo scambio di accuse

Tra l'organizzazione umanitaria e la guardia costiera libica è in corso uno scambio di accuse sulle responsabilità del dramma in mare. Secondo quanto ricostruito, il gommone, quando è entrato in acque internazionali ha iniziato ad imbarcare acqua. Dopo poche decine di minuti è semiaffondato ed è stato avvistato da un elicottero della Marina militare, che ha lanciato l'allarme. Sul posto per i soccorsi sono intervenuti la motovedetta libica e la nave "Sea Watch 3". Al loro arrivo molti migranti, spiega la Squadra mobile, erano già annegati, altri sono stati subito soccorsi dalla motovedetta libica ed altri ancora, in tutto 59, dall'equipaggio della Ong tedesca che ha recuperato anche il cadavere di un bambino di 2 anni e mezzo, figlio di una superstite. In supporto sono giunte altre navi che hanno recuperato 4 cadaveri, poi trasportati a Pozzallo la sera del 7.

Morti per annegamento

Sono morti tutti per annegamento, come emerso dall'ispezione cadaverica effettuata dal medico legale inviato dalla Procura della Repubblica di Ragusa con l'assistenza della Scientifica. In queste ore la Mobile di Ragusa sta effettuando il riconoscimento dei quattro cadaveri attraverso i superstiti che sono assistiti da un team di psicologi. La madre del bambino giunto cadavere è stata dimessa dopo una notte in ospedale per accertamenti e ha riconosciuto il corpo del piccolo, riferendo che viaggiavano da soli in quanto il marito era già partito mesi prima. I corpi sono stati trasportati a Modica e Scicli che hanno dato disponibilità per la sepoltura alla prefettura di Ragusa. I migranti nelle prossime ore saranno affidati ai centri individuati dalla Prefettura di Ragusa, mentre la madre del bambino morto è già stata affidata ad una struttura protetta.

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