Lidl nella bufera per le croci mancanti in un poster di Dolceacqua

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La catena di supermercati ha affisso un'immagine del borgo ligure della provincia di Imperia in cui mancano i simboli religiosi. Il sindaco attacca, ma l'azienda si difende: "Una svista"

Polemica sulla Lidl: un poster raffigurante uno scorcio del borgo ligure di Dolceacqua è stato affisso nel punto vendita della catena di supermercati di Camporosso. A scatenare la controversia è stata però la mancanza delle croci sul tetto e sulla facciata della chiesa del piccolo centro in provincia di Imperia. L'azienda tedesca ha parlato di semplice svista ed è corsa immediatamente ai ripari, annunciando che l'immagine verrà rimossa. Mossa che non ha placato le polemiche. Il sindaco di Dolceacqua ha accusato la catena di supermercati di offrire ai suoi clienti una rappresentazione falsata di una delle "cartoline" del Paese. A lui si sono uniti anche altri esponenti politici di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia che chiedono di boicottare il brand.

Il caso del poster "corretto"

Nella foto in bianco e nero usata da Lidl nel punto vendita di Camporosso, è immortalato uno scorcio di Dolceacqua, caratteristico borgo in provincia di Imperia. L'immagine, affissa nei pressi delle casse del supermercato, ritrae uno scorcio del fiume e la chiesa di Sant'Antonio Abate, ma senza le croci sulla facciata e sul campanile. L'azienda ha rispedito al mittente le accuse di aver rimosso le croci, parlando di svista. "L'immagine di Dolceacqua è stata acquistata da un database fotografico, stampata e affissa nel punto vendita - si difende l'azienda in una nota -. Non ci siamo accorti che l'immagine acquistata non presentava le croci. Nessuna strategia di marketing, ma una semplice svista di cui ci scusiamo".

La replica del sindaco di Dolceacqua

Il sindaco di Dolceacqua ha scritto ai vertici dell'azienda, protestando per l'affissione monca e chiedendo che venga proposta un'immagine completa del borgo. Il timore era che Lidl avesse volontariamente rimosso le croci dall'immagine. "Mostrate foto di Dolceacqua che rispecchiano la realtà. Se non volete le croci, piuttosto mettete il castello Doria -, dice Fulvio Gazzola, che parla anche di una presunta campagna nazionale ed europea della catena di supermercati tedesca per rimuovere i simboli religiosi dai suoi punti vendita -. Sono liberi di fare come vogliono, ma non rovinino le foto, basta soltanto cambiare il soggetto".

L'invito al boicottaggio dal mondo politico

Giorgia Meloni e altri esponenti di Forza Italia e Lega Nord hanno annunciato un boicottaggio di Lidl, dando per scontato che il fotoritocco sia stato volontario e non una svista, come dichiarato dall'azienda. Meloni parla di metodo vergognoso e invita a non frequentare più i punti vendita Lidl, idea a cui si unisce anche il capogruppo regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza. "Da parte mia, e confido nel fatto che non sarò il solo a farlo, comunico che non intendo più acquistare nulla nei loro supermercati, almeno fin quando non verrà messa la parola fine a questa pagliacciata e sulle Chiese torneranno i Crocifissi, perché quello è il loro posto", ha dichiarato il rappresentante. Intanto la Lega Nord definisce il caso "un affronto non solo ai fedeli, ma a tutti i cittadini della Liguria. È vergognoso - ha dichiarato la sezione regionale del partito, annunciando una comunicazione al leader Afd Alice Weidel - per sapere se anche in Germania la Lidl applica la stessa strategia". Intanto, Lidl ha già comunicato che l'immagine verrà rimossa e sostituita immediatamente.

Un altro caso a Santorini

Un episodio analogo era avvenuto a settembre, sempre con la catena tedesca di supermercati, per le cupole blu di Santorini: anche qui non c'erano croci sulle cupole. "Anche in quel caso è stato un errore", ha dichiarato l'ufficio stampa di Lidl. Nel caso dell'immagine contestata di Dolceacqua, Lidl ha aggiunto che la foto usata risale al 2005, ma il sindaco Gazzola ha ribadito che "le croci ci sono sempre state, anzi la chiesa ha altre due croci che non si vedono nel poster, segno evidente che è stata un'azione volontaria".

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