Vittorio Emanuele di Savoia, “no al diritto all’oblio per morte Hamer”

Vittorio Emanuele di Savoia (foto: LaPresse)
2' di lettura

Lo ha deciso la Cassazione: anche se assolto dall'accusa di omicidio volontario, non è "esente da responsabilità" e quindi esiste il "diritto della collettività ad essere informata"

Vittorio Emanuele di Savoia non ha diritto all'oblio per le notizie sulla tragica morte di Dirk Hamer: lo ha deciso la Cassazione, assolvendo due giornalisti di La Repubblica dall'accusa di diffamazione. In un articolo apparso sul quotidiano, in cui venivano raccontati altri eventi di cronaca, Vittorio Emanuele fu descritto come "quello che usò con disinvoltura il fucile all'isola di Cavallo, uccidendo un uomo": per questa ragione querelò i due giornalisti, ma la Cassazione ha confermato che il riferimento non è diffamatorio.

Il caso Hamer

Il ragazzo tedesco, figlio dell'ex medico Ryke Geerd Hamer (fondatore della discussa Nuova Medicina Germanica, deceduto lo scorso 2 luglio), morì per un colpo di fucile partito dalla barca di Vittorio Emanuele, al largo dell'isola del Cavallo, il 18 agosto del 1978.
Il fatto che i giudici francesi lo abbiano assolto dall'accusa di omicidio volontario del giovane, "non significa però" che il 'principe' "sia esente da responsabilità sotto ogni altro profilo", poiché "assume pur sempre rilievo civilistico ed anche etico" che quella morte "avvenne nel corso di una sparatoria a cui partecipò Savoia, al di fuori di ogni ipotesi di legittima difesa". Lo dice la Cassazione, che ricorda come Savoia intercettato "rese una confessione" sulla vicenda.

Le conclusioni della Cassazione

"Pertanto - nell'interpretazione della Corte - se la conclusione nel 1991 della vicenda giudiziaria, iniziata con l'accusa di omicidio volontario, non consentì alle autorità francesi di muovere contestazioni ad altro titolo, non per questo risulta illegittimo, e quindi diffamatorio, ogni collegamento" del Savoia con l'incidente dato che "questo collegamento è pacifico nella sua materialità". Si può quindi accettare la critica a Vittoria Emanuele mossa dal quotidiano "La Repubblica" nell'ottobre del 2007.

Il diritto all'oblio

A Vittorio Emanuele non è dunque stato riconosciuto il diritto all'oblio. Spiega la Corte che questo diritto "si deve confrontare con quello della collettività ad essere informata ed aggiornata sui fatti da cui dipende la formazione dei propri convincimenti, anche quando ne derivi discredito alla persona titolare di quel diritto, sicché non può dolersi Savoia della riesumazione di un fatto certamente idoneo alla formazione della pubblica opinione", come la morte di Dirk Hamer nel 1978, tanto più che Vittorio Emanuele "è figlio dell'ultimo re d'Italia e, secondo il suo dire, erede al trono", scrive la Cassazione.

Leggi tutto
Prossimo articolo