Strage Bologna: per anniversario torna il bus 37, simbolo dei soccorsi

Un'immagine dell'autobus 37 davanti alla stazione di Bologna
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L'autobus è uno degli emblemi della tragedia: il 2 agosto del 1980 fu usato dopo l'esplosione per soccorrere i feriti e trasportare i corpi delle vittime

Un improvvisato pronto soccorso mobile, subito dopo lo scoppio della bomba e nelle ore successive un vero e proprio carro funebre per le vittime innocenti dell'attentato terroristico con la spola, fino a notte fonda, dalla stazione all'obitorio. È l'autobus della linea 37, matricola 4030, diventato l'emblema della strage del 2 agosto 1980. Dopo 37 anni, il bus è tornato in stazione, in piazza Medaglie d'Oro, in occasione della giornata di commemorazione della strage di Bologna. Simbolo di una città che reagì tempestivamente ad una tragedia immane, il "37" non è mai stato dimenticato. Dopo il suo "pensionamento" è stato conservato, con una premura "museale", nel capannone storico di via Bigari al riparo da agenti atmosferici e da pericoli di danneggiamento. Inoltre non è mai stato formalmente dismesso, ma tutt'oggi (seppur non circolante) resta immatricolato e targato come 37 anni fa, per conservare la memoria storica di un testimone-simbolo del servizio alla città.

Simbolo della reazione della città

Al bus matricola 4030 della linea 37, nei minuti successivi alla deflagrazione dell'ordigno, furono rimossi sul posto i montanti corrimano presenti in corrispondenza delle porte per poter permettere l'accesso più agevole delle barelle. Il giorno della strage, inoltre, del 37 si ricordano i lenzuoli bianchi fissati ai vetri per celare alla vista il carico di tragedia. Il bus è stato trasportato nella piazza di fronte alla stazione ferroviaria, dove hanno parlato dal palco il sindaco di Bologna, Virginio Merola e il presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Paolo Bolognesi.

"Memoria della strage resta viva"

Il ritorno del 37 è stato reso possibile grazie a Tper (Trasporto passeggeri Emilia Romagna), al Comune e alla Città Metropolitana di Bologna. "La memoria della strage - sottolinea un comunicato congiunto dei tre enti - resta sempre viva nell'azienda di trasporti pubblici bolognese, che versò essa stessa il proprio tributo di morte alla barbarie terroristica di quel giorno: il dirigente responsabile del personale dell'allora Atc, il dottor Mario Sica, era in attesa al primo binario e rimase vittima dell'attentato".

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