Vacanze estive, 6 milioni di italiani hanno scelto le zone terremotate

Amatrice, in provincia di Rieti, è stato uno dei paesi più colpiti dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre (Getty Images)
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Lo rivela un’indagine commissionata a Ixè da Coldiretti, secondo la quale è evidente "una decisa volontà di sostegno verso i territori devastati dal sisma". La situazione però, ricorda l'organizzazione agricola, "resta difficile"

"A undici mesi di distanza dalle prime scosse emerge una decisa volontà di sostegno da parte degli italiani verso i territori devastati dal sisma". Ne è convinta Coldiretti che grazie a un'indagine commissionata a Ixè rivela che, per le vacanze estive, circa sei milioni di italiani hanno deciso di recarsi nelle aree colpite dal sisma nel Centro Italia. Nello specifico il 32% dei turisti - secondo l'organizzazione agricola - ha scelto di rimanere per 1 o 2 giorni, il 27% per 3 o 4 giorni, il 14% per 5 o 6 giorni, il 16% per una settimana o più, mentre l'11% visiterà la zona senza pernottare. I dati sono stati rivelati in occasione dell'incontro con centinaia di agricoltori nel Comune di Amatrice, in provincia di Rieti, per fare un bilancio sulla situazione nelle campagne e sulla ricostruzione.

Situazione ancora difficile

"Il ritorno dei turisti italiani e stranieri è essenziale per chi come gli agricoltori è rimasto a presidiare queste terre ferite", afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. L'organizzazione agricola, infatti, ricorda come nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo ci siano 292mila ettari di prati, pascoli e terreni agricoli, coltivati da imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%). Significativa è anche la presenza di allevamenti con quasi 65 mila bovini, 40mila pecore e 11mila maiali dai quali scaturisce un fiorente indotto agroindustriale. Eccellenze alimentari che da sempre, sottolinea Coldiretti, in sinergia con cultura e ambiente costituiscono il successo turistico di queste terre, che lentamente stanno provando a tornare alla normalità. "La situazione, però, resta difficile - avverte l'organizzazione - con le presenze che sono ben al di sotto degli anni precedenti il sisma". A pesare, secondo Coldiretti, è l'abbandono forzato delle popolazioni, trasferitesi sulla costa che hanno fatto venir meno la clientela "mettendo in grave difficoltà le aziende agricole che non hanno più un mercato locale per i propri prodotti".

Ripresa dell’economia

Secondo il monitoraggio della Coldiretti la maggioranza degli agriturismi colpiti si è attrezzata per la stagione estiva. Nei 131 comuni della zona colpita dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre, fa sapere l’organizzazione agricola basandosi sui dati Istat, operano 444 agriturismi dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria. A tal proposito Roberto Moncalvo ha sottolineato l'esigenza di supportare gli agricoltori che presidiano il territorio attraverso una "ricostruzione che vada di pari passo con la ripresa dell'economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo".

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