Agrigento: picco di assenteismo per raccolta delle olive, 12 indagati

Il picco di assenze e certificati si è verificato durante il periodo della raccolta delle olive (Archivio Fotogramma)
2' di lettura

Le indagini coinvolgono dieci dipendenti del comune di Villafranca Sicula, un medico accusato di aver firmato centinaia di certificati falsi e la sua segretaria

Le assenze di massa proprio nei giorni della raccolta delle olive. Strisciate multiple dei badge e monumenti chiusi perché il custode, nonostante risultasse al lavoro, non era presente. Una dirigente che si faceva assegnare il marito come autista, per fare shopping. I carabinieri di Sciacca hanno eseguito 12 misure cautelari, emesse dal Gip su richiesta della Procura. Dieci sono nei confronti di impiegati del Comune di Villafranca Sicula (in provincia di Agrigento). Cui si aggiungono un medico (che avrebbe firmato decine di certificati falsi) e la sua segretaria. Le ordinanze prevedono gli arresti domiciliari per il medico e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tutti gli altri indagati.

Indagati dipendenti comunali 

I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata alla falsità nei certificati medici. Tra i dipendenti comunali coinvolti, non ci sono solo gli assenteisti ma anche i loro complici, che avrebbero strisciato il badge dei colleghi a spasso.  Il comune di Villafranca Sicula ha una popolazione di circa 1300 residenti e 71 impiegati in servizio. Date le proporzioni con gli indagati, un dipendente su sette sarebbe quindi un assenteista. Per le indagini gli inquirenti si sono avvalsi di pedinamenti, ma anche di sistemi di videoripresa e intercettazione.

I certificati falsi

Il medico indagato è stato invece rintracciato seguendo l'aumento delle certificazioni di malattia (circa 800, quasi tutte rilasciate dallo stesso medico) presentate dai dipendenti del comune, soprattutto in corrispondenza del periodo solitamente dedicato alla raccolta delle olive. Per certificare la (finta) malattia, sarebbe bastata una firma e una telefonata: senza una visita vera e propria. I certificati venivano infatti compilati direttamente dalla segretaria. Non solo: pur di far risparmiare ai propri assistiti le somme da versare per l'acquisto dei farmaci più costosi o per il pagamento delle visite specialistiche, il medico proponeva l'intestazione delle ricette a soggetti terzi esentati dal ticket. In questo modo la prestazione non veniva pagata dai pazienti ma dal Servizio sanitario nazionale.

Indagati anche il custode di una villa e la dirigente

Le indagini, durate alcuni mesi, hanno anche accertato che il custode di "Villa Musso" (un monumento aperto al pubblico) tenesse la struttura chiusa nonostante risultasse in servizio mentre a dirigente di settore, in alcuni giorni della settimana stabiliti, disponeva del marito (dipendente in altro settore) come autista. I due si sono spesso allontanati in orario da ufficio per fare shopping o commissioni private.

Leggi tutto
Prossimo articolo