Terremoto L’Aquila, 10 arresti per tangenti su appalti ricostruzione

Una foto del sisma del 6 aprile 2009
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Perquisizioni e sequestri sono stati effettuati in città ma anche a Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento. Gli indagati, 35 in tutto, sarebbero coinvolti in un giro di mazzette legate ai concorsi pubblici per i lavori post-terremoto

Dopo più di otto anni dal terremoto che colpì l’Aquila, la città è scossa da una nuova inchiesta giudiziaria su presunte mazzette in una serie di appalti pubblici dedicati alla ricostruzione post-sisma. Nelle prime di ore di questa mattina è iniziata una vasta operazione del Comando provinciale dei Carabinieri e perquisizioni e sequestri sono in corso nei territori di L'Aquila, Teramo, Pesaro Urbino, Bari e Benevento. (LO SPECIALE SUL SISMA IN ABRUZZO)

Il “cantiere più grande d’Europa”

Tra i reati contestati a funzionari pubblici, professionisti e imprenditori, tra cui alcuni nomi eccellenti, ci sono corruzione, abuso d'ufficio e turbativa d'asta, che sarebbero stati commessi in quello che è stato definito il "cantiere più grande d'Europa". Sarebbero complessivamente 35 gli indagati, tra cui 10 persone poste ai domiciliari e cinque interdette dall'esercizio dell'attività professionale disseminate in Abruzzo, Campania, Marche e Puglia. A inchiodarli sono intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che video e foto che dimostrerebbero i pagamenti per vincere gli appalti.

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