Riina, i giudici: "Piena capacità di intendere e volere"

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Il Tribunale di Milano ha stabilito che il boss è in grado di "stare a giudizio" e ha respinto la richiesta di sospensione del processo in cui è imputato per minacce al direttore del carcere di Opera. Medici di Parma: "vigile" ma "a rischio di morte improvvisa"

Totò Riina ha la "piena capacità di intendere e di volere" e quella di "stare in giudizio". È quanto hanno stabilito i giudici milanesi respingendo la richiesta della difesa del boss di sospensione del processo in cui è imputato per minacce al direttore del carcere di Opera. Inoltre, è stata respinta anche l'istanza di una perizia per valutare la capacità processuale. 

La relazione medica: "Riina a rischio morte improvvisa"

Il Tribunale, nell'ordinanza, ha evidenziato che nella relazione depositata dai medici del reparto ospedaliero del carcere di Parma - in cui Riina è ricoverato -, viene scritto che il boss è "vigile" e "collaborante". Nella stessa relazione si legge anche che il mafioso è "a rischio di morte improvvisa" per via della cardiopatia di cui soffre da anni.

Il rinvio di giugno sulla perizia

A fine giugno il processo era stato sospeso dal tribunale di Milano perché occorreva accertare lo stato di salute del boss. Il collegio, in quell'occasione, aveva deciso di accogliere una richiesta dei legali del boss in cui si chiedeva di "poter acquisire copia delle cartelle cliniche di Riina". Era stata poi rinviata proprio a oggi, 11 luglio, la decisione sulla disposizione di una perizia sulla salute del mafioso. Il legali di Riina avevano spiegato che il loro assistito non sarebbe "incapace psichicamente", ma si troverebbe piuttosto in "una situazione di progressivo e rapido decadimento fisico dovuto alle sue varie patologie".

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