Torre Annunziata, indagini su crollo. Don Ciro: "Riconoscere colpe"

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S'indaga per capire le cause del cedimento della palazzina in cui sono morte 8 persone. Il Mattino denuncia i lavori di ristrutturazione di "un B&B occulto". Il sacerdote nell'omelia: "Responsabili dicano 'Ho sbagliato'". Delrio: certificazione statica sarà obbligatoria

Non si fermano le polemiche per il crollo della palazzina di quattro piani di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Crollo in cui hanno perso la vita otto persone, tra cui due bambini. A decidere se ci sono colpevoli sarà la magistratura, che indaga sia per disastro colposo sia per omicidio plurimo colposo. E mentre Delrio annuncia che la certificazione statica sarà obbligatoria, il prete della zona chiede ai responsabili di “riconoscere le proprie colpe” e il Mattino denuncia: dietro al crollo ci sarebbero i lavori di ristrutturazione di “un B&B occulto”.

Le accuse del Mattino

“Un B&B occulto dietro il crollo. Torre Annunziata, la pista dei lavori di ristrutturazione all'ombra dei clan”, è il titolo in prima pagina del quotidiano. In un lungo servizio, il Mattino ricostruisce la “storia” dell'edificio, le procedure amministrative in relazione ai lavori in corso, alcuni passaggi di proprietà. Con particolare attenzione all’appartamento del secondo piano, che così come quello al primo non è crollato. “E sono integri, soprattutto perché poggiano su una roccia lavica, mentre gli ultimi tre piani facevano perno su solai e pilastri in tufo, che si sono sbriciolati come cartone”, scrive il giornale. Che sui lavori nell’appartamento al secondo piano aggiunge: “Avviati da circa due mesi, negli ultimi tre giorni prima della tragedia si sono fatti più intensi”. Quell’appartamento, continua il Mattino, sarebbe stato “venduto ad una famiglia nota in città per più motivi che, secondo più di una voce che ricorre nella cittadina vesuviana, aveva intenzione di farne un B&B”. Scrive ancora il giornale: “Dopo la presentazione della Scia al Comune, i lavori sarebbero partiti di gran lena, anche con martelli pneumatici. Ma come mai l'architetto Giacomo Cuccurullo, proprietario dell'attico all'ultimo piano ed esperto dipendente dell'Ufficio tecnico del Comune, non ha mai avuto sospetti su interventi che avrebbero potuto intaccare l'equilibrio del palazzo in tufo che abitava da una decina d'anni con la famiglia?”. Interventi che, secondo il quotidiano, sarebbero stati “eseguiti da una ditta su cui gli inquirenti hanno intenzione di verificare sospetti di eventuali legami indiretti con clan torresi”. Poi, citando Giosuè Starita, ex sindaco di Torre Annunziata per 10 anni e avvocato, il Mattino conclude: “Il silenzio di Cuccurullo? Starita avanza un sospetto: ‘E se qualcuno gli avesse fatto capire che doveva farsi i fatti suoi e starsene tranquillo?’”.

Le indagini

In realtà, tra le tante voci che girano in città dopo il crollo, c’è chi dice che l'architetto Cuccurullo (che è morto insieme alla moglie e al figlio 25enne) avesse chiesto una perizia su quelle ristrutturazioni in corso. E c’è anche chi parla di strani scricchiolii. Tutta la zona è stata messa sotto sequestro. Gli inquirenti hanno acquisito tutta la documentazione storica del palazzo che dal 1957 pare abbia subito varie modifiche: intendono passarla al setaccio insieme a degli esperti. I pm Pierpaolo Filippelli e Andreana Ambrosino, dopo un sopralluogo, hanno detto: “Non escludiamo alcuna pista”. Ma hanno negato che qualcuno sia già stato iscritto nel registro degli indagati. Nei prossimi giorni inizieranno gli interrogatori.

Il parroco: "Atto onorevole riconoscere proprie colpe"

Un forte richiamo alla responsabilità, nel frattempo, è arrivato da don Ciro Cozzolino, parroco della Santissima Trinità. “I passi di Dio nella nostra città li abbiamo sentiti, ma ci siamo nascosti. È il momento di venire allo scoperto; se ci sono persone responsabili, e in questo momento desidero rivolgermi proprio a loro, sarebbe un atto onorevole riconoscere le proprie colpe e dire ‘Ho sbagliato, mi assumo le responsabilità’”, ha detto sull’altare durante l’omelia della domenica. “Di fronte a ciò che stiamo vivendo in queste ore, dentro di noi c'è una specie di senso di colpa per quello che avremmo potuto fare, dovuto fare e non abbiamo fatto”, ha aggiunto. E ancora: “Se il crollo fosse avvenuto nella zona sud per certi versi non ci saremmo meravigliati, perché è veramente fatiscente. Ma qui è stato un pugno nello stomaco. Questa è Torre nord, fiore all'occhiello”. In queste ore, ha concluso, c'è dolore “però questo pugno nello stomaco dovrebbe farci risvegliare dal sonno”.

Lutto in città

Tutta la città, intanto, piange i suoi morti: la famiglia Cuccurullo (l’architetto Giacomo, la moglie Eddy e il figlio Marco), la famiglia Guida (papà Pasquale, mamma Anna e i piccoli Francesca e Salvatore) e la signora Aprea, sarta di 65 anni. Tante le candele e i fiori lasciati vicino alla zona del crollo. O gli striscioni e i fogli di carta appesi ai muri, con dediche e ricordi per chi non ce l’ha fatta. Il sindaco, Vincenzo Ascione, ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, che potrebbero essere celebrati tra mercoledì e giovedì. Forse allo stadio Giraud, se la funzione sarà pubblica. Ma già molti negozi e lidi balneari, ieri, sono rimasti chiusi in segno di lutto. Oltre alle otto vittime da piangere, poi, ci sono 18 famiglia sfollate da sistemare: due quelle dell'edificio crollato, sedici dal palazzo vicino.

Delrio: certificazione statica obbligatoria

Sul crollo di Torre Annunziata, e in generale sulla situazione degli edifici in Italia, è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. “Com'è obbligatoria la certificazione energetica degli immobili, nei futuri contratti d'affitto e di compravendita lo sarà anche la certificazione statica”, ha detto in un’intervista a Repubblica anticipando uno dei contenuti della prossima legge di stabilità. Il giornale ricorda la statistica “secondo cui in Italia una casa su sei è a rischio” e il ministro parla di “un problema culturale”. “Non avendo potuto imporre per legge il libretto del fabbricato – spiega –, abbiamo cercato di rendere appetibile con gli incentivi l'esame e l'adeguamento statico degli immobili. Ma è chiaro che a questo punto si rende necessario un salto di qualità culturale dei proprietari. Come molti hanno seguito l'ecobonus, che da quando esiste ha generato lavori per 30 miliardi di euro, quasi due punti di Pil, così ci auguriamo che avvenga per l'utilizzo del sisma bonus. Il vero tema a questo punto è come indurre tutti a servirsene”. Delrio ricorda che “il sisma bonus consente di fare le analisi delle condizioni statiche degli immobili con la possibilità di detrarre fiscalmente fino all'85 per cento della spesa sostenuta. La cosa riguarda tanto i condomini, senza distinzione fra prima e seconda casa, quanto gli immobili che hanno destinazione produttiva. Il beneficio, per giunta, si può godere praticamente in tutto il Paese, perché l'Italia intera è di fatto sismica”.

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