Caporalato, sequestrati beni per 10 milioni a imprenditore agricolo

(Foto d'archivio)
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Il provvedimento eseguito dalla Dia di Catania è uno dei primi di questo tipo in Italia. L’uomo, di Paternò, è accusato di aver reclutato manodopera straniera a basso costo

La Direzione investigativa antimafia di Catania, diretta da Renato Panvino, ha sequestrato beni per 10 milioni di euro riconducibili a un imprenditore agricolo di Paternò, accusato di caporalato perché avrebbe reclutato manodopera di nazionalità romena a basso costo per l'impiego in lavori nelle campagne del catanese. Il provvedimento è uno dei primi di questo tipo eseguiti in Italia.

Al centro delle indagini della Dia di Catania l'attività di un imprenditore agricolo gravemente indiziato di aver costituito un'associazione per il reclutamento di manodopera da impiegare in assenza delle garanzie minime di tutela.

 

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