Vermicino: morto il pompiere che parlò per ore con Alfredino

Nando Broglio durante i tentativi di soccorrere Alfredino Rampi
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Si è spento a 77 anni il vigile del fuoco che sostenne con le sue parole il bimbo di 6 anni caduto in un pozzo. "Pensavo a quello che avrei detto ai miei quattro figli, che erano poco più grandi di lui, quando avevano paura" raccontò in un'intervista nel 2001

Se ne va un altro dei testimoni diretti della tragedia di Alfredino Rampi, una storia che 36 anni fa ha segnato il modo di raccontare la cronaca e un'intera generazione. Nando Broglio, il vigile del fuoco che per ore e ore parlò con il piccolo precipitato nel pozzo di Vermicino mentre i suoi colleghi tentavano ogni soluzione per tirarlo fuori, si è spento  a 77 anni in una clinica sulla Tiburtina, dopo una vita nei pompieri, iniziata come giovanissimo agente ausiliario e proseguita fino a diventare capo reparto.

Tre giorni e tre notti in diretta 

Tutto iniziò alle 19 del 10 giugno 1981, quando Alfredino, che era andato con i genitori nella casa di campagna alle porte di Roma, cadde in un pozzo artesiano. Per cercare di tiralo fuori si provò ogni strada - compreso scavare un tunnel parallelo al pozzo - mentre tutto attorno centinaia di persone seguivano le operazioni e il resto d'Italia guardava dallo schermo della tv. A Vermicino andò anche Sandro Pertini: il presidente della Repubblica, commosso, parlò con Alfredino e i vigili del fuoco che lavoravano senza sosta. Tre giorni e tre notti tutte in diretta, di tentativi tutti falliti, che si conclusero con la morte del piccolo.

Il tweet dei vigili del fuoco

Tra i vigili del fuoco impegnati c'era anche Nando, l'uomo che - ricorda oggi il Corpo dei vigili del fuoco in un tweet - parlò senza sosta con lui, attraverso un megafono, per ore e ore, cercando di sostenerlo e di stargli vicino. Nando passò tre giorni e tre notti vicino ad Alfredino.

Un'esperienza che lo segnò per sempre

Un'esperienza che, raccontò nel 2001 in un'intervista all'Ansa, gli segnò la vita per sempre. "Non so come facevo, che cosa riuscivo a dirgli per consolarlo, forse pensavo a quello che avrei detto ai miei quattro figli, che erano poco più grandi di lui, quando avevano paura". Nando disse ad Alfredino che lo avrebbe portato a vedere la sua caserma. E poi che lo avrebbe fatto salire sulla macchina dei vigili del fuoco e che non doveva avere paura dei colpi che sentiva (i colleghi di Nando stavano scavando un pozzo parallelo per cercare di raggiungere il piccolo, ndr), perché quello era Mazinga (un robot dei cartoni animati degli anni ottanta), che veniva a liberarlo. Dopo la voce della mamma, quella di Nando era per Alfredino, stretto in quel buco nero, la voce del suo miglior amico. "Ricordo che c'è stato un momento che mi era allontanato per un bisogno fisiologico - raccontò Broglio - e mi sono subito venuti a chiamare, perché Alfredino mi aveva cercato".

Quando però il piccolo precipitò ancora più giù, la sua voce cominciò ad arrivare a Nando sempre più flebile. "Sicuramente le sue condizioni con l'ulteriore caduta erano peggiorate. Anche la nutrizione con la sonda - ricordò sempre nel 2001 Nando, commuovendosi ancora 20 anni dopo, - non è stata più possibile. Il bambino, che pure aveva dimostrato di avere doti di resistenza superiori alla media, dopo tre giorni, stremato, probabilmente ha perso conoscenza. L'ascolto era difettoso: all'esterno arrivavano ormai solo dei flebili lamenti e l'ultima cosa che abbiamo sentito da lui è stata che aveva tanto freddo”.

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