Procuratore nazionale antimafia: "Terrorismo dà forza alle mafie"

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Franco Roberti ospite del programma di approfondimento di Maria Latella: "Il rischio attentati serve alla criminalità organizzata per sviare l'attenzione dello Stato dai suoi traffici". L'INTERVISTA INTEGRALE

"E' una sciocchezza pensare che la criminalità organizzata abbia protetto l'Italia da attacchi terroristici". Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, ospite dell'Intervista con Maria Latella ha sfatato uno dei luoghi comuni sul fatto che da noi non si sono ancora verificati attentati. "Le mafie si sono sempre servite dei terroristi - ha ricordatio - perché alleggeriscono la pressione dello stato sulla criminalità organizzata. Il terrorismo è sempre stato fattore di forza per le mafie, che spesso hanno fatto affari con loro".

Roberti: "Alto rischio attentati, ma grande lavoro di prevenzione"

Se in Italia si è arrivati all'individuazione di foreign fighters, come il recente caso della giovane donna fermata a Tortona, il merito è soprattutto delle forze dell'ordine, ha ricordato Roberti, che però ha anche avvertito: "Siamo ad alto rischio attentati". Il procuratore nazionale antimafia ha però anche sottolineato: "svolgiamo ogni giorno un'azione di prevenzione capillare" grazie soprattutto "allo scambio tempestivo di informazioni tra forze di polizia, intelligence, magistratura e altri paesi europei".

Roberti: "Alto rischio di attentati, ma lavoro di prevenzione è capillare"

Roberti: "Riina resterà in carcere"

Roberti ha poi affrontato la questione di Totò Riina spiegando che il boss "resterà e morirà in carcere se le sue condizioni di salute resteranno compatibili col sistema carcerario". "Noi non perseguitiamo nessuno - ha sottolineato - noi applichiamo la legge e cerchiamo di fare giustizia. Sulla base di giudizi medici, le condizioni di salute di Riina sono compatibili con il sistema carcerario e fino a che sara' così, il signor Riina resterà in carcere", ha insistito.

Possibile fare politica pulita, ma necessario fare fronte comune contro corruzione

La lotta alla mafia è però cambiata dai tempi di Riina, ha osservato Roberti, spiegando come oggi le organizzazioni criminali all'intimidazione preferiscano la corruzione e che la violenza viene usata solo come strumenti per la garanzia del rispetto dei patti. Oggi, ha continuato Roberti, attraverso la corruzione organizzazioni come la 'ndrangheta sono presenti in tutti i settori della vita civile, da quello economico fino a quello politico. Pericoloso, in questo senso, il ruolo svolto dalla massoneria deviata che fa da "collante" tra criminali, imprenditori e politici. "E' ancora possibile fare politica pulita in Calabria" ha però aggiunto Roberti, "Ma bisogna sapere che c'è qualcuno che gioca sporco. Ecco perché è importante fare fronte comune e denunciare".

Roberti: "Possibile fare politica pulita in Calabria"

L'intervista integrale a Franco Roberti

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