Roma, inchiesta nomine Marra e Romeo: sindaca Raggi rischia processo

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La Procura capitolina ha chiuso le indagini per il cosiddetto "pacchetto nomine", contestati l'abuso d'ufficio e il falso. La prima cittadina: "Sono tranquilla, vado avanti". Salvini: "Rinvio a giudizio non è una condanna"

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, rischia il rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d'ufficio. La Procura di Roma, infatti, ha chiuso le indagini per il cosiddetto “pacchetto nomine”. Un atto che, di norma, precede la richiesta di processo (potrebbe arrivare entro 20 giorni). A Raggi è contestato sia l'abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica, sia il falso per la nomina alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale. Virginia Raggi si è detta tranquilla e pronta a chiarire la situazione: "Dimettermi se rinviata a giudizio? Seguirò il codice etico. Per adesso andiamo avanti" ha affermato.

Chiesta archiviazione per altra accusa

Riguardo alla nomina di Renato Marra, poi, è stata chiesta l’archiviazione per l’accusa a Raggi di abuso d'ufficio. Reato contestato, invece, a Raffaele Marra, all'epoca capo del personale della sindaca. L'ex braccio destro di Raggi, sotto processo per corruzione, secondo la Procura si sarebbe dovuto astenere da quella nomina in quanto coinvolgeva il fratello e invece se ne occupò in prima persona.

Salvini: Raggi non deve dimettersi

sponda a Virginia Raggi arriva dal leader della Lega Matteo Salvini: "La sindaca non deve dimettersi, si è colpevoli se condannati, non con il rinvio a giudizio. Però politicamente la condanno, perchè i romani che sento mi dicono che speravano in qualcosa di meglio".

 

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