Torino: detenuta lascia figlia in carcere e scappa, ricercata

Il carcere di Torino in una foto di archivio
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Una donna di 22 anni è evasa dalla sezione Icam, casa per mamme detenute con attenuata sorveglianza. Non ha portato con sé la bimba di pochi mesi. Era stata arrestata per omicidio stradale e omissione di soccorso

Una donna di 22 anni è evasa dal carcere di Torino, abbandonando la figlia neonata, e ora è ricercata. La giovane era stata arrestata con l'accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso: era fuggita dopo avere causato un incidente mortale alla guida di un camper.

Non ha portato con sé la figlia

La donna è evasa dalla sezione Icam, le case per mamme detenute con attenuata sorveglianza, del carcere di Torino. Nella struttura ha lasciato la figlia di pochi mesi. L’incidente mortale per cui la 22enne era finita in carcere è avvenuto lo scorso 12 maggio in strada dell'Aeroporto, nei pressi del campo nomadi in cui la donna viveva. Secondo la ricostruzione della polizia municipale, la giovane avrebbe effettuato all'improvviso una inversione di marcia, schiantandosi contro lo scooter guidato da un uomo di 58 anni, che è morto. “Ho avuto paura e sono scappata”, aveva detto la donna alla polizia, sul luogo dell'incidente, dov’era tornata mezzora dopo la fuga. Poi aveva accompagnato gli agenti verso il camper, parcheggiato poco lontano.

La rabbia dei parenti della vittima

"Se non la trovano prima, andiamo a prenderla noi stanotte", è stata la reazione dei parenti della vittima. I figli, nei giorni scorsi protagonisti di diverse proteste contro il campo nomadi in cui la giovane viveva, hanno appreso la notizia dell'evasione mentre partecipavano nel centro di Torino a una manifestazione di Casapound e Forza Nuova proprio contro i campi nomadi. "Uno schifo, una vergogna", le urla dei manifestanti.

Osapp: non sia personale penitenziario a pagare

A dare la notizia dell'evasione l'Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. “Le leggi volute a favore di certi soggetti sono ben lontane dalla personalità degli stessi – dice il segretario generale, Leo Beneduci –. Non vorremmo che alla fine sia l'incolpevole personale della polizia penitenziaria, tenuto conto che nelle sezioni Icam si raccomanda la necessità di una scarsa presenza di personale, a pagare per una evasione che ha altre responsabilità”.

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