Migranti, morti e dispersi nel Canale di Sicilia. Salvati in 1650

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Otto cadaveri sono stati trovati dalla guardia costiera libica a bordo di un gommone sgonfio e semi affondato all'altezza di Garabulli. Altri sette corpi senza vita sono stati recuperati dai mezzi italiani, che hanno tratto in salvo centinaia di persone in 12 operazioni

E' di almeno 8 morti accertati e decine di dispersi il bilancio provvisorio del naufragio di un gommone di migranti diretto alla volta dell'Italia e affondato a largo delle coste libiche all'altezza di Garabulli, 60 km ad est da Tripoli. Lo riferisce il colonnello Fathi al-Rayani, capo della Guardia Costiera di Garabulli. I suoi uomini hanno trovato il gommone, in grado di trasportare fino a 120 persone, sgonfio e semi affondato con dentro gli 8 corpi senza vita.

Anche la Guardia Costiera italiana è intervenuta oggi in diverse operazioni per soccorrere barconi di migranti. Otre 1650 persone a bordo di nove gommoni e tre barchini in navigazione nel Mediterraneo centrale verso l'Italia sono state soccorse in 12 diverse operazioni. Sette i corpi senza vita recuperati a bordo di tre dei gommoni raggiunti dalla Guardia costiera. I migranti tratti in salvo hanno riferito di oltre 50 dispersi.

Secondo l'agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) sono stati circa 61.250 migranti che hanno raggiunto l'Italia dall'inizio dell'anno con oltre 1.788 morti o dispersi. 

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