Stato-mafia, boss Graviano intercettato: “Berlusca mi chiese cortesia”

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I pm di Palermo hanno depositato 32 registrazioni di conversazioni avvenute tra il boss di Cosa Nostra e un detenuto del carcere di Ascoli Piceno, durante le quali si parla di presunti rapporti con il leader di Forza Italia. Ghedini replica: “Notizie infamanti”

“Berlusca mi chiese questa cortesia”, ma poi “pigliò le distanze e ha fatto il traditore”. A parlare è il boss di Cosa Nostra Giuseppe Graviano, intercettato tra il febbraio 2016 e l’aprile 2017 tramite delle microspie mentre parla nel carcere di Ascoli Piceno con il codetenuto Umberto Adinolfi. Gli stralci di conversazione sono parte del materiale depositato dai pm di Palermo titolari dell'accusa al processo sulla trattativa Stato-mafia. E il legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, replica: “Nessun fondamento, il Presidente non ha mai avuto nessun contatto con il signor Graviano”. E accusa: “Le notizie infamanti appaiono sempre vicino alle scadenze elettorali”.

L’allusione alla discesa in politica

"Berlusca mi ha chiesto questa cortesia... per questo c'è stata l'urgenza”. Nelle 32 intercettazioni registrate, contestate a Graviano nel corso di un interrogatorio che si è svolto il 28 marzo scorso, parlando dei suoi presunti rapporti con Berlusconi il boss aggiunge, alludendo all'intenzione dell'imprenditore di entrare in politica già nel '92: "Lui voleva scendere però in quel periodo c'erano i vecchi e lui mi ha detto ‘ci vorrebbe una bella cosa’". Frase che i pm interpreterebbero come la necessità di un gesto forte in grado di sovvertire l'ordine del Paese.

Le accuse e le minacce a Berlusconi

Graviano poi attacca il leader di Forza Italia, colpevole di averlo tradito e abbandonato, minacciando di fargli “fare la mala vecchiaia”: "Berlusconi quando ha iniziato negli anni '70 ha iniziato con i piedi giusti, mettiamoci la fortuna che si è ritrovato ad essere quello che è. Quando lui si è ritrovato un partito così nel '94 si è ubriacato e ha detto 'Non posso dividere quello che ho con chi mi ha aiutato'. Pigliò le distanze e ha fatto il traditore". E continua, secondo i pm di Palermo, sempre contro Berlusconi: "Tu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta ... alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso ...e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente".

Ghedini: “Nessun contatto tra Berlusconi e Graviano”

"Dalle intercettazioni ambientali di Giuseppe Graviano, depositate dalla Procura di Palermo, composte da migliaia di pagine, corrispondenti a centinaia di ore di captazioni, vengono enucleate poche parole decontestualizzate che si riferirebbero a Berlusconi - scrive in una nota l'avvocato Niccolò Ghedini, senatore di Forza Italia - Tale interpretazione è destituita di ogni fondamento non avendo mai avuto alcun contatto il Presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano. Ogni illazione in proposito troverà adeguata risposta nelle sedi competenti”.

“Notizie infamanti” a orologeria

Ghedini aggiunge anche che "è doveroso osservare come ogni qual volta il presidente Berlusconi sia particolarmente impegnato in momenti delicati della vita politica italiana e ancor più quando si sia nella imminenza di scadenze elettorali, si vota domenica in oltre 1000 comuni, appaiano nei suoi confronti notizie infamanti che a distanza di tempo si rivelano puntualmente infondate ed inesistenti ma nel frattempo raggiungono lo scopo voluto".

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