Roma, detenuti rapinavano supermercati durante il permesso lavorativo

I due uomini utilizzavano tute usa e getta e una sega da falegname per minacciare i dipendenti del supermercato (Foto: archivio)
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Gli uomini sfruttavano il regime di semilibertà concesso dal carcere di Rebibbia per saccheggiare gli store di Fonte Nuova, comune della provincia di Roma

Sfruttavano il permesso di lavoro concesso dal carcere per compiere delle rapine. Due detenuti del carcere di Rebibbia sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Monterotondo, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli. I due arresti sono avvenuti a distanza di poche settimane l'uno dall'altro. Dopo il primo fermo eseguito a fine maggio, infatti, è stato arrestato anche il complice grazie a video di sorveglianza della struttura in cui erano impiegati.

Due arresti

I due uomini, un 30enne e un 37enne, agivano armati di motosega e rapinavano alcuni supermercati di Via Palombarese, nel comune di Fonte Nuova della provincia romana. Entrambi detenuti al carcere di Rebibbia, sfruttavano il regime di semilibertà concesso dalla casa di reclusione per delinquere. Gli uomini erano impiegati in una struttura lavorativa in Zona Balduina dove svolgevano lavori di manutenzione: dopo aver prelevato delle tute bianche usa e getta, armati di una grossa sega da falegname, si recavano nei supermercati dove minacciavano i dipendenti per farsi consegnare l'incasso. La prima operazione degli uomini dei carabinieri, compiuta a fine maggio, ha portato all'arresto di un 37enne romano, fermato in un bagno di Rebibbia mentre si stava cambiando d'abito. Immediati sono scattati i controlli che a distanza di poche settimane hanno condotto al secondo uomo, un 30enne originario di Fonte Nuova. Ai detenuti è immediatamente stato tolto il regime di semilibertà.

Decisive le registrazioni di sicurezza

Dopo aver concentrato le indagini sulle frequentazione del primo arrestato, i carabinieri hanno infatti acquisito le immagini di videosorveglianza della struttura lavorativa in cui erano impiegati. Proprio dalle registrazioni sono emerse le prove che i militari cercavano: i due sono stati filmati mentre prelevano la sega e si allontanavano furtivamente dalla struttura lavorativa. La perquisizione nell'abitazione del 30enne ha poi consentito di recuperare l'altra metà della refurtiva: 5350 euro.

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