Andria, rapì un imprenditore: sequestrati beni per 50 milioni

L'operazione è stata effettuata dai Carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Bari (Fotogramma)
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Giuseppe Stallone, coinvolto in vari processi per rapimento negli anni '80, dichiarava un reddito di 15mila euro l'anno, nonostante l'attività nel business dei matrimoni grazie a una lussuosa sala ricevimenti 

Ci aveva messo 33 anni per ripulire la sua immagine e garantirsi una vita agiata grazie all'attività di una lussuosa sala ricevimenti ad Andria e investimenti nel campo immobiliare. Ma l'incongruenza con il basso reddito dichiarato ha insospettito le forze dell'ordine che hanno condotto un'operazione che ha portato alla confisca di beni per circa 50 milioni di euro. Protagonista dell'operazione è Giuseppe Stallone, 78 anni, conosciuto per il sequestro dell'imprenditore Pietro Fenotti, avvenuto nel 1984 e per cui fu richiesto un riscatto di dieci miliardi di lire.

L'origine dell'operazione

L'operazione è partita da un'attività informativa e investigativa condotta dai Carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Bari. Dopo un'analisi della fedina penale dell'uomo, i militari hanno esaminato la sua carriera imprenditoriale, risalendo alle origini della costruzione dell'enorme patrimonio immobiliare costruito negli anni. Tra questi beni spicca la sala ricevimenti, costruita su una superficie di un ettaro con tanto di piscina olimpionica.

La storia di Giuseppe Stallone

Giuseppe Stallone era sottoposto alla misura di sorveglianza speciale. Considerato a capo di un gruppo criminale armato, negli anni '80 il suo nome divenne famoso per sequestri di persona a scopo di estorsione, organizzati tra Roma, Bari e Lecce negli anni dal 1977 al 1982. Per uno di questi fu pagato un riscatto di cinque miliardi di lire, per un altro ne furono chiesti due. Da entrambi i processi relativi, Stallone fu assolto per insufficienza di prove: a quanto pare però, l'uomo era in possesso di grosse somme di denaro che doveva reinvestire. Gli investigatori hanno infatti scandagliato la storia di Stallone e tutte le manovre fatte, con la collaborazione dei familiari, per "ripulire" i fondi derivanti da traffici e sequestri, tutti impegnati nella sala ricevimenti.

Il patrimonio confiscato

Il reddito dichiarato annualmente da Giuseppe Stallone era di 15 mila euro l'anno: questo ha permesso alla sezione per le Misure di prevenzione del Tribunale di Trani di emettere un decreto collegato al Codice Antimafia, col quale sono stati sottoposti complessivamente a sequestro due società di capitale (in cui Stallone avrebbe investito 3 milioni di euro), due imprese individuali, 18 appartamenti, 5 locali commerciali, 8 garage, 53 terreni dell'estensione complessiva di dieci ettari, due autovetture e la somma di 327mila euro, in parte investita in titoli e polizze assicurative.

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