Corruzione a Trapani, Vicari si dimette: è indagata insieme a Crocetta

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Blitz in Sicilia: in manette il candidato sindaco Girolamo Fazio, l'armatore Ettore Morace e il funzionario della Regione Giuseppe Montalto. L'inchiesta ruoterebbe attorno a tangenti su fondi per il trasporto marittimo. Il governatore: "Sono sereno"

Una corruzione sistematica realizzata attraverso una rete di legami con politici, magistrati, funzionari regionali ed esponenti delle forze dell'ordine. E' lo svelamento del "sistema Trapani" che scuote il mondo politico siciliano e provoca le dimissioni del sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari.
In manette il candidato sindaco di Trapani Girolamo Fazio, ex esponente di Forza Italia ora al Gruppo misto all'Ars, l'armatore Ettore Morace e il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto.

Indagato anche il governatore siciliano Rosario Crocetta: è accusato di concorso in corruzione. "Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire, che non ho ricevuto perché sono in viaggio, sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini", è stato il suo primo commento. La parte del fascicolo relativa a Crocetta ruota attorno alla richiesta di Morace di estendere oltre il termine del 3 settembre i collegamenti con le Egadi, servizio che ha fruttato all'armatore tre milioni di euro. L'imprenditore, quindi, avrebbe ottenuto l'estensione del servizio dalla Regione. Agli atti dell'indagine risulta che l'armatore era solito dire di aver pagato al presidente della Regione una vacanza a Filicudi. Il M5S ha chiesto le dimissioni di Crocetta.

Vicari si dimette

Sono arrivate, invece, le dimissioni di Simona Vicari (Ap), senatrice e sottosegretaria alle Infrastrutture. Anche lei risulta tra gli indagati per corruzione: in cambio di un Rolex datole dall'imprenditore Morace, avrebbe presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4 per cento l'Iva sui trasporti marittimi, determinando un risparmio di milioni di euro per la società dell'armatore. "Poiché la mia permanenza nell'incarico di sottosegretario al ministero delle Infrastrutture comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il governo che ho avuto l'onore di rappresentare una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni", ha detto Vicari. "Sono assolutamente tranquilla e certa della liceità della mia azione", ha aggiunto. E ancora: "Farò chiarezza anche del regalo ricevuto da Morace, che nulla ha a che vedere con il ruolo di sottosegretario". Le dimissioni sono "un gesto che non chiede nulla se non grande rispetto, perché sono un gesto libero, autonomo, forte, coraggioso, da parte di una persona seria e leale sempre, che vuole chiarire e chiarirà, ma senza lasciare spazio a strumentalizzazioni a cui purtroppo questi tempi ci hanno abituato", ha detto il ministro Angelino Alfano, leader di Ap, assicurando "pieno sostegno" a Vicari e sottolineando che questa decisione "non le è stata richiesta in alcun modo da alcuno".

Gli altri indagati

Nell'indagine della Procura di Palermo, che ha portato alla custodia in carcere per Morace e agli arresti domiciliari per Fazio e Montalto, sono indagate in stato di libertà almeno sette persone: oltre a Crocetta e Vicari, sono coinvolti anche il componente dello staff della sottosegretaria Marcello Di Caterina, la candidata al Consiglio comunale di Palermo Marianna Caronia, la dirigente dell'assessorato regionale alle Infrastrutture Salvatrice Severino, il luogotenente dei carabinieri Orazio Gisabella e Sergio La Cava, presidente della società Navigazione generale italiana s.p.a. Per Severino, Gisabella e La Cava la Procura aveva chiesto provvedimenti cautelari che il gip non ha concesso. Non è escluso che possano esserci altri indagati. Caronia, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto da Morace, tramite l'intercessione di Montalto, una liquidazione superiore a quello che le spettava dopo la fine del rapporto con "Siremar s.p.a." , società acquistata dall'armatore. 

Chi sono Fazio e Morace

Ettore Morace, 54 anni, è figlio della prima moglie del patron del Trapani Calcio Vittorio e dalla fine del 2015 - quando il padre ha deciso di trasferirsi per buona parte dell'anno in Spagna - è a capo della Liberty Lines, società di trasporti marittimi che assicura oltre il 90 per cento delle tratte in Sicilia.
Girolamo Fazio è un imprenditore del settore vinicolo ed è stato sindaco di Trapani fino al 2012. La famiglia Morace è da sempre vicina a Fazio. La moglie di Vittorio Morace, padre dell'arrestato, è nella lista degli assessori designati da Fazio. La Liberty Lines, lo scorso 15 maggio, era stata premiata dalla Presidenza della Regione siciliana con una "speciale attestazione di merito" come "azienda di eccellenza". "Ringraziamo Crocetta per questo attestato”, avrebbe detto in quell’occasione Morace, "perché è il segno di una continua attenzione agli sforzi imprenditoriali, economici e sociali del nostro gruppo. Per noi questa menzione è un motivo di orgoglio".

Una candidatura controversa

La candidatura di Fazio era già arrivata sul filo di lana. La Commissione elettorale l'aveva accettata appena due giorni fa, dopo che il Tar aveva rigettato il ricorso contro le delibere del Consiglio comunale che dichiaravano Fazio decaduto "per incompatibilità" da consigliere e quindi incandidabile. Il Tar aveva rigettato il ricorso per "difetto di giurisdizione", ritenendo competente il giudice ordinario. Il Tribunale di Trapani, sulla vicenda, si era già espresso favorevolmente a Fazio e quindi non c'erano ostacoli alla sua candidatura.  

Un altro candidato sottoposto a soggiorno obbligato

E ieri un altro candidato, il senatore di Fi Antonio D'Alì, ex alleato di Fazio e ora suo concorrente alle prossime amministrative, processato per concorso in associazione mafiosa, ha annunciato la sospensione della campagna elettorale (ma non il ritiro della candidatura) dopo aver saputo che la Dda aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato a Trapani. Gli altri candidati in corsa sono Marcello Maltese (Movimento 5 Stelle), Giuseppe Marascia (Città a misura d'uomo) e Piero Savona (Pd, Cittadini per Trapani, Trapani svegliati).

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