Estorceva foto intime di minori su Facebook: arrestato studente 23enne

La homepage di Facebook (foto: Getty Images)
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Il ragazzo, iscritto ad ingegneria, si spacciava per organizzatore di falsi concorsi di bellezza. Sedici le vittime accertate, tra i 14 e i 15 anni di età

Contattava minorenni su Facebook e, spacciandosi organizzatore di concorsi di bellezza, riusciva a farsi inviare foto dalle ragazze senza vestiti. Ma il sistema escogitato da uno studente 23enne, iscritto alla facoltà di Ingegneria informatica a Padova, è stato alla fine scoperto dagli investigatori della polizia postale del Veneto, che hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Venezia. Gli inquirenti hanno accertato almeno 16 vittime tra i 14 e i 15 anni di età.

L’approccio

La scusa per agganciare le vittime attuata dallo studente, già arrestato nel 2014 per detenzione di materiale pornografico minorile, era quella della richiesta a partecipare a falsi concorsi di bellezza a premi, con nomi tipo "Taggo gente bellissima", "La Sfida delle Foto", "Giadaautoscatti concorsi". Le ragazze venivano contattate su Facebook e, lusingate dalle attenzioni dimostrate dal loro interlocutore, inviavano proprie immagini intime.

L’incubo

Dopo l’approccio iniziale, tuttavia, le richieste si facevano sempre più insistenti. In caso di rifiuto o anche solo di esitazione delle vittime, il giovane piegava la loro resistenza attraverso minacce e offese. In alcuni casi avrebbe dato vita a vere e proprie persecuzioni compromettendo la stabilità emotiva delle ragazze che, in alcuni casi, avrebbero manifestato anche propositi di suicidio.

Il ricatto

Il giovane, molto abile nell’uso degli strumenti informatici, riusciva a carpire le credenziali di accesso ai profili delle vittime e divulgava le foto precedentemente ottenute ad amici e parenti. Creava inoltre dei gruppi virtuali nei quali le ragazze venivano da lui offese e denigrate. I profili, inoltre, venivano utilizzati per contattare altre minori, spesso scelte tra le amiche virtuali della vittima.

Le vittime

L’indagine ha permesso di individuare 16 minori, tutte tra i 14 e i 15 anni, residenti in varie regioni italiane, prevalentemente del sud. Tuttavia, ulteriori accertamenti sono in corso da parte degli agenti della postale su almeno altre 30 minorenni contattate da profili utilizzati dal 23enne.

In carcere

Il ragazzo è stato condotto al carcere di Venezia, con accuse di detenzione di materiale pedopornografico, tentata violenza sessuale accesso abusivo a sistema informatico, indebita acquisizione di codici di accesso, diffamazione e violenza privata.

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