Istat: si svuota il Sud, sempre più residenti al Nord

Secondo l’Istat, la popolazione residente in Italia sarà di 58,6 milioni di individui nel 2045 e di 53,7 milioni nel 2065, a fronte dei 60,7 milioni del 2016 (Getty Images)
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Secondo l’Istituto di statistica entro il 2065 il Centro-nord accoglierà il 71% della popolazione. In generale, in Italia i residenti registreranno un calo evidente con sette milioni di individui in meno 

Nei prossimi cinquant’anni in Italia la popolazione diminuirà e si sposterà in maniera evidente dal Mezzogiorno al Centro-nord del Paese. Lo certifica l'Istat nel report "Il futuro demografico del Paese", dal quale emerge che entro il 2065 il Centro-nord accoglierà il 71% della popolazione, contro il 66% attuale, facendo scendere i residenti al Sud al 29%. Secondo le previsioni dell’Istituto di statistica, nel Mezzogiorno il fenomeno dello spopolamento avrà luogo durante l’intero periodo, mentre al Centro-nord, dopo i primi trent’anni con un bilancio demografico positivo, a partire dal 2045 si registrerà un progressivo declino della popolazione. Una tendenza che emerge anche dal numero dei residenti totali nel nostro Paese che, secondo l’Istat, saranno 58,6 milioni tra 28 anni e 53,7 milioni nel 2065, a fronte dei 60,7 milioni del 2016.

Probabilità di crescita

Nel report l’Istat spiega che "la probabilità empirica che la popolazione del Centro-nord abbia nel 2065 una popolazione più ampia rispetto a oggi è pari al 31%, mentre nel Mezzogiorno è pressoché nulla". Previsioni che seguono la stessa tendenza anche per quanto riguarda il futuro numero dei residenti in Italia. Secondo l’Istituto, tenendo conto "della variabilità associata agli eventi demografici", la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. Ma da quell’anno la probabilità che venga registrata una crescita demografica "è pari al 7%".

Crescita negativa

A decretare questo declino saranno le future nascite che per l’Istat non saranno sufficienti a compensare i decessi. Dopo pochi anni di previsione il saldo naturale, infatti, raggiungerà quota -200mila, per poi superare la soglia -300 e -400mila unità in meno nel medio e lungo termine. Nel periodo in esame risultano in calo anche gli immigrati che si attesteranno sulla quota annua di 300 mila unità per poi - scrive nel report l'Istituto di statistica - scendere gradualmente fino al livello a 270mila unità annue entro il 2065. In totale arriveranno in Italia 14,4 milioni d'individui a fronte di 6,7 milioni di italiani che decideranno di emigrare all’estero. La perdita complessiva di popolazione rispetto al 2016, secondo l’Istat, sarà di 2,1 milioni di residenti nel 2025 e di 7 milioni nel 2065.

Invecchiamento certo e intenso

Per l’Istat, a fronte del calo delle nascite, nei prossimi cinquant’anni si registrerà un progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 2045-50 la quota di over 65 si avvicinerà al 34%: con l’età media che passerà dagli attuali 44,7 a oltre 50 anni del 2065, e la vita media che arriverà fino a 86,1 anni per gli uomini e fino a 90,2 anni per le donne. Un progressivo invecchiamento che secondo il report "è da ritenersi certo e intenso".

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