Rubano bus e devastano scuola, 3 minori fermati: vandali "per noia"

Uno dei due mini-bus fatti schiantare contro l'Istituto tecnico superiore "Meucci" di Carpi
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Gli autori dello schianto contro l'Istituto tecnico superiore "Meucci" a Carpi avrebbero confessato. A tradirli i messaggi sui social network

Sono tre minorenni, due ragazzi di 16 anni e uno di 17, i giovani fermati sabato scorso dai Carabinieri. Sarebbero stati loro, infatti, secondo le forze dell'ordine, gli autori del furto dei cinque mini bus Seta da un deposito di Carpi, due dei quali fatti poi schiantare contro l'Istituto tecnico superiore "Meucci". I tre, accusati di svariati reati tra cui furto aggravato, guida senza patente e danneggiamento, avrebbero agito per "noia" stando alle loro stesse dichiarazioni.

Danni per 470 mila euro

Lo schianto dei due mini bus Seta contro l'istituto tecnico, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, secondo le stime, avrebbe provocato danni per almeno 470 mila euro. Gli autori, fermati sabato scorso dai carabinieri, sarebbero tre giovani di nazionalità italiana, immigrati di seconda generazione (due di origine tunisina e uno centrafricana). Due di loro sono proprio studenti del Meucci, mentre il terzo frequenta il "Valluri", un altro istituto della zona. I tre minorenni sono ora in stato di fermo, accusati di furto aggravato e continuato, danneggiamento, guida senza patente e interruzione di pubblico servizio.

Le indagini che hanno portato ai fermi

I carabinieri hanno analizzato gli audio dei video registrati dal sistema di sorveglianza dei bus da cui si sentivano due dei loro nomi. I minorenni, inoltre, hanno fatto riferimento a quanto accaduto nelle chat dei social network. Infine, i test eseguiti su capelli e sudore rinvenuti sui bus avrebbero confermato, attraverso il dna, che alla guida dei mezzi c'erano proprio loro. Nelle abitazioni dei tre giovani sono stati trovati anche i vestiti indossati durante il raid, oltre ai video registrati quella notte con i telefonini.

Motivi del gesto

Le indagini, coordinate dalla procura dei minori del tribunale di Bologna, continuano, anche per capire le ragioni del gesto. "Non c'erano motivi di acredine contro l'istituto o i professori", spiega il capitano della Compagnia di Carpi, Alessandro Iacovelli, mentre Giovanni Balboni, comandante provinciale dei carabinieri di Modena, parla di "un film agghiacciante". I mini bus, prima che fossero fatti schiantare contro la scuola, erano stati utilizzati per una vera e propria gara ad alta velocità lungo 30 chilometri, sempre a Carpi, con cartelli stradali abbattuti e senza curarsi dei semafori rossi. I genitori dei tre ragazzi si sono detti sconvolti e molto dispiaciuti per quanto successo.

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