Operazione antidroga a Siracusa, 13 persone in carcere

L'operazione ha visto la partecipazione di Carabinieri e Polizia (Fotogramma - foto di repertorio)
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Polizia e carabinieri contro il traffico di stupefacenti nella città siciliana. Tra le accuse, anche quella di aver agevolato il clan Bottaro-Attanasio.

Un blitz antidroga di carabinieri e polizia a Siracusa ha portato all'emissione di ordinanze di custodia cautelare in carcere per 13 persone. I provvedimenti sono stati ordinati dal Gip del tribunale di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della procura etnea.

Le accuse

I reati ipotizzati dalla procura antimafia catanese sono di associazione per delinquere, traffico e spaccio di stupefacenti, con le aggravanti di appartenere ad associazione armata. Nei confronti di alcuni degli indagati, viene poi contestato anche di aver agevolato il clan mafioso Bottaro-Attanasio.

L'operazione

Le misure sono state eseguite nell’ambito di un'operazione ribatezzata "Aretusa", dagli agenti della Squadra Mobile e del Comando provinciale dei carabinieri di Siracusa. Gli indagati, tutti della città siciliana, farebbero parte di tre gruppi criminali distinti. Secondo quanto riporta il sito di informazione locale siracusaoggi.it, l’inchiesta si è basata, oltre che sui metodi tradizionali d’indagine, anche sull'apporto di collaboratori di giustizia, e ha portato al sequestro di armi e di droga. Lo stupefacente veniva acquistato a Catania e Palermo per essere immesso sulla piazza di Siracusa.

Il summit

Gli inquirenti avrebbero documentato anche un vero e proprio "summit" tra esponenti di spicco dei principali gruppi di spaccio della città, organizzato per risolvere problemi sorti in merito alla gestione del commercio di droga a Siracusa. Chi non si atteneva alle disposizioni stabiliti dai vertici del clan avrebbe subito anche vere e proprie aggressioni fisiche.

Il clan

Il gruppo mafioso Bottaro-Attanasio opera storicamente nella città siciliana e ha una posizione di egemonia nel traffico di sostanze stupefacenti in vari quartieri. Nell’indagine in questione, particolare vicinanza al clan sarebbe stata dimostrata da un 42enne al quale il Gip ha contestato anche le aggravanti di aver agito con metodo mafioso e di aver agevolato lo stesso gruppo criminale.

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