G8: Bolzaneto, la Cassazione: pagina buia di vessazioni e abusi

Gli episodi avvenuti nella caserma Nino Bixio coinvolsero 55 fermati e 252 arrestati di diverse nazionalità
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Così la Suprema Corte nel 2013, definiva la caserma genovese e il trattamento riservato ai fermati durante il G8

Nei giorni del G8 di Genova del luglio 2001, era adibita a centro di identificazione. Ma in quella occasione, come emerso dalle inchieste giudiziarie, la caserma di Bolzaneto si trasformò in luogo di vessazioni.

Stato di diritto - “Un completo accantonamento dello stato di diritto”, era stato definito dalla Cassazione il trattamento riservato ai manifestanti.

Tortura - Secondo le vittime, gli abusi sconfinarono nella tortura. Le forze dell'ordine vennero accusate di violenze fisiche e psicologiche e di mancato rispetto dei diritti fondamentali, come quello di nominare un difensore. Le denunce parlavano di ore costretti in piedi con le mani alzate, fermi, senza poter andare in bagno o ricevere assistenza medica.

Prescrizione - La sentenza della Suprema Corte, emessa il 14 giugno 2013, confermò la prescrizione dei reati per 33 imputati, la condanna di 7 e l'assoluzione di 4.

Risarcimenti - I giudici della quinta sezione ridussero in parte i risarcimenti alle vittime, a causa di motivi procedurali.

Dignità - Un “trattamento” dei fermati, scrissero i giudici della Cassazione, “gravemente lesivo della dignità delle persone”. Nelle motivazioni si parlava di “vessazioni continue e diffuse in tutta la struttura”.

Tumulti - Gli episodi denunciati nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia, coinvolsero 55 fermati e 252 arrestati, nei giorni tra il 20 e il 22 luglio: uomini e donne, sia italiani che stranieri provenienti da tutta Europa, dalla Nuova Zelanda e dagli Stati Uniti. Quello di Bolzaneto fu solo uno degli episodi che segnarono il G8 genovese del 2001, contraddistinto da gravi scontri di strada - in uno dei quali morì il manifestante Carlo Giuliani - e dall’irruzione nella scuola Diaz.

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