Consip, Emiliano sentito in Procura come teste. Pm acquisiscono sms

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Il governatore della Puglia, a Roma, ha mostrato i messaggi ricevuti dall'allora sottosegretario Luca Lotti e da Tiziano Renzi, padre dell'ex premier. Il ministro dello Sport: "La verità verrà a galla"

Il governatore della Puglia Michele Emiliano è stato ascoltato per circa un'ora in Procura a Roma come testimone nell'ambito del filone romano dell'inchiesta Consip. Durante l’audizione, Emiliano ha mostrato gli sms ricevuti dal ministro dello Sport Luca Lotti, all’epoca sottosegretario, e da Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, per sollecitare un suo incontro con l'imprenditore toscano Carlo Russo. Gli sms sono stati acquisiti agli atti dell'inchiesta. L’ipotesi della Procura di Roma è che l’imprenditore Alfredo Romeo possa aver pensato di beneficiare del rapporto di amicizia Renzi-Russo per mettere le mani sugli appalti Consip.

Emiliano non ha rilasciato dichiarazioni - "Ci sarebbe il segreto istruttorio...". Così il candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, non risponde sulle domande relative alla vicenda Consip dopo essere stato ascoltato in procura. "Ho la testa da tutt'altra parte - ha spiegato - e non ho bisogno di leggere di Consip sui quotidiani, certo mi interessa poi sapere l'esito... ma intanto adesso abbiamo altro a cui pensare", ha concluso.

 

Lotti: "Conosco la verità, vado avanti" - "Ripeto, io credo che alla fine la verità verrà a galla". Risponde così il ministro Luca Lotti, interpellato sulla vicenda Consip durante un'intervista a Sky Sport: "Diciamo che le vicende personali hanno inciso sulla serenità con la quale uno affronta il proprio lavoro. Ma con altrettanta franchezza voglio dire che la serenità che ho dentro, perchè conosco la verità, non mi impedisce di continuare a fare il mio lavoro e di provare a dare una mano allo sport in Italia e alle associazione che fanno sport".

 

L’inchiesta Consip - L’inchiesta Consip è partita dalla Procura di Napoli e un filone è arrivato a quella di Roma. Al centro delle indagini ci sono appalti Consip, la centrale degli acquisti della pubblica amministrazione, che sarebbero stati pilotati in favore di gruppi di imprese che, secondo l’accusa, facevano riferimento all'imprenditore Alfredo Romeo. Romeo è in carcere dal primo marzo con l’accusa di corruzione. Russo e Renzi sono entrambi indagati per traffico di influenze. Lotti è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto.

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