Una mostra sulla cacca: "Se ne parla poco, ma è l'essenza della vita"

LaPresse
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Fino al 30 giugno, al Bioparco di Roma, una rassegna pensata per i più piccoli sulla "storia naturale dell'innominabile". "L'obiettivo è far conoscere, in maniera divertente, la naturalità di questo materiale da molteplici punti di vista, a partire da quello fisiologico a quello naturalistico ed ecologico"

Di lei, in generale, si preferisce non parlare. Ma gli ippopotami ci nuotano dentro, i bradipi si tengono in contatto attraverso di essa e anche per gli uomini è essenziale. Per questo, al Bioparco di Roma, le è stata dedicata una mostra. S’intitola: “La cacca: storia naturale dell'innominabile”. Pensata per i più piccoli, la rassegna può essere visitata fino al 30 giugno.

“La cacca è l’essenza della vita” - “La mostra – ha spiegato Federico Coccìa, presidente della Fondazione Bioparco di Roma – trae origine dall’omonimo libro della zoologa inglese Nicola Davies. Ha l’obiettivo di far conoscere, in maniera divertente, la naturalità di questo materiale da molteplici punti di vista, a partire da quello fisiologico per arrivare a quello naturalistico ed ecologico. Con un filo conduttore: la cacca è l’essenza della vita. Senza la cacca degli animali non ci sarebbe terra fertile e quindi non ci sarebbero gli alberi, l’ossigeno, il cibo. Non ci sarebbe la vita”.

La mostra - La rassegna, in italiano e inglese, è costituita da 10 sezioni con installazioni tridimensionali e modelli realistici, fra cui due dinosauri con escrementi fossili. Ci sono pannelli che riproducono le pagine più rappresentative del libro, aree interattive, laboratori. E poi c'è la “cacca machine”: modelli in plastica di cibi diversi si inseriscono nella macchina e si aziona una manovella che produce cacca ed energia (si accende una lampadina). In questo modo i bambini possono rendersi conto di come avviene il processo della digestione. La mostra è introdotta da un percorso erboso “minato” da cacche, che i visitatori devono attraversare facendo attenzione a non calpestarle.

Alcune delle sezioni - Tra le sezioni ce n’è una intitolata: “Dimmi come la fai e ti dirò chi sei”. I bambini si trovano davanti a un tavolo apparecchiato con tre modelli di cacca e tre cibi nascosti. Dovranno scoprire cosa hanno mangiato i proprietari della cacca. L’obiettivo è mettere in evidenza la correlazione tra ciò che si mangia e ciò che si espelle, le differenze tra erbivori e carnivori e tra i diversi regimi alimentari.
Tra le altre sezioni: “La cacca per comunicare”, in cui si spiega come gli escrementi abbiano un ruolo fondamentale nel linguaggio degli animali, che la usano per delimitare il territorio, per comunicare la disponibilità sessuale o per segnalare la propria presenza; “Chi l’ha fatta questa?”, in cui si studiano le tre principali caratteristiche delle feci (colore, consistenza, odore); “La cacca da mangiare”, con gli animali coprofagi che sfruttano le sostanze nutritive degli escrementi da un punto di vista alimentare; “La cacca come risorsa per gli animali e per le società umane”, in cui si spiega come molti animali possano usare la cacca come risorsa per comunicare, materiale da costruzione, combustibile, fertilizzante o mezzo di difesa; “Scienziati per un giorno”, ovvero una postazione interattiva dove calarsi nei panni di scienziati al lavoro (paleontologi che studiano la cacca fossile, zoologi che analizzano il contenuto di una cacca di volpe, medici e veterinari per osservazione al microscopio di vetrini di feci con parassiti, etologi per rilevare e riconoscere varie tipologie di cacche).

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