Morte Fragalà, Procura Palermo: "Fu omicidio di mafia". Sei arresti

Una foto d'archivio dell'avvocato penalista Enzo Fragalà, aggredito e ucciso nel 2010
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Il penalista fu aggredito nel 2010 e morì dopo tre giorni di coma. Il procuratore: il delitto "doveva costituire un segnale all'intera classe forense". In manette presunti mandanti ed esecutori materiali, tutti esponenti di cosa nostra

L’omicidio di Enzo Fragalà fu un delitto di mafia. È questa la tesi della Procura di Palermo, che ha chiesto e ottenuto l’arresto di sei persone accusate della morte nel 2010 del penalista palermitano. “Sia per le modalità esecutive che per le finalità, come ha anche riconosciuto il gip, possiamo dire che il delitto Fragalà è un omicidio di mafia che doveva costituire un segnale all'intera classe forense”, ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Fragalà, secondo quanto ricostruito dalle indagini, avrebbe pagato con la vita l'avere convinto alcuni clienti - ex affiliati a famiglie mafiose - a collaborare con la giustizia. “Cosa che – ha spiegato il comandante provinciale dell'Arma, Antonio Di Stasio – non era piaciuta alla mafia”.

La tesi della Procura e gli arresti - Secondo la Procura, a ordinare l'omicidio sarebbe stato il boss del “mandamento” di Porta Nuova Francesco Arcuri. Gli esecutori materiali sarebbero stati Paolo Cocco e Francesco Castronovo. Tutti e tre erano liberi al momento dell'arresto. Il delitto sarebbe stato programmato dai mafiosi del Borgo Vecchio Antonino Abate e Salvatore Ingrassia e dal boss di Resuttana Antonio Siragusa. I tre, tutti detenuti per altro, in passato sono stati indagati e arrestati per l'omicidio, ma poi scarcerati. Nella prima indagine, chiusa con un'archiviazione, era già emerso il coinvolgimento di cosa nostra nel delitto. Ma il movente, che era stato individuato in presunte avances fatte da Fragalà alla moglie di un detenuto vicino alla mafia, si era rivelato falso. La pista era stata sostenuta anche da una collaboratrice di giustizia, che però, secondo gli inquirenti, avrebbe riferito voci messe in giro da cosa nostra per allontanare da sé i sospetti.

 

L’omicidio nel febbraio 2010 - Enzo Fragalà, avvocato ed ex deputato di An, è stato aggredito a bastonate il 23 febbraio del 2010 all’uscita dal suo studio legale, nel centro della città. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime. I killer prima gli avevano spezzato le gambe e lo avevano fatto cadere a terra, poi si erano accaniti su di lui colpendolo alla testa. È morto in ospedale dopo tre giorni di coma.

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