Mafia Capitale, Buzzi: “Se denunci la politica non lavori più"

Cronaca

L’ex ras delle cooperative ha testimoniato in teleconferenza dal carcere. Punta il dito sull'appalto della metro C e su Massimo Carminati dichiara: “Parlava malissimo di Alemanno, diceva che si era imborghesito”

“Un imprenditore che denuncia la politica è finito”. Queste le parole di Salvatore Buzzi durante l’udienza del processo a Mafia Capitale, che lo vede tra i principali imputati. Nella sua testimonianza, resa in teleconferenza dal carcere di Tolmezzo, il ras delle cooperative ha parlato della gara per la manutenzione del cimitero del Verano e di Massimo Carminati, tirando in ballo Finmeccanica, il gruppo Caltagirone e quello Toti nell'ambito dell'appalto della metropolitana C di Roma.

 

Panzironi e la tangente - "Io non potevo denunciare: a Roma un imprenditore che denuncia la politica non lavora più, può pure andare in pensione", ha detto Buzzi, sottolineando di aver avviato un percorso "di cambiamento di vita radicale". Il ras delle cooperative ha raccontato della gara per i lavori al cimitero del Verano, vinta dalla sua cooperativa ma poi assegnata ad altri, e della richiesta di una tangente da 100mila euro da parte dell'allora amministratore delegato di Ama, Franco Panzironi. Buzzi ha detto di aver messo nero su bianco tutta la vicenda già a dicembre del 2009, inviando un documento al suo avvocato, che è stato oggi acquisito dalla Corte, ma di non aver denunciato all'epoca perché altrimenti non avrebbe più lavorato. "Non è che denunci Panzironi e poi quelli di sinistra ti fanno lavorare - ha detto - Quelli dicono 'questo ha denunciato Panzironi e poi denuncia pure noi, non è credibile’. Un imprenditore che denuncia la politica è finito. Il sistema funziona così".

"Mai conosciuto Gabrielli" - Buzzi, nel corso dell’udienza, ha precisato di “non avere mai detto di avere parlato con Gabrielli. Mi sono limitato a dire di avere parlato di lui con Luca Odevaine”. E ha ribadito: "Non ho mai conosciuto Franco Gabrielli". Conferma invece di aver dato “24 mila e 700 euro a Goffredo Bettini (Pd) quando era candidato per le europee”.

 

La metro C - La testimonianza poi arriva all’ex Nar Massimo Carminati, che secondo Buzzi “per conto di Finmeccanica ha portato moltissimi soldi a politici nazionali”. E aggiunge: “Qui stiamo parlando di Mafia Capitale ma è nell'appalto della metropolitana di Roma C che si concentra tutto, quello è il più grande appalto. Li c'è Finmeccanica, il gruppo Caltagirone e quello Toti”.

 

Carminati e Alemanno - Parlando di Carminati, Buzzi lo descrive come "un grandissimo amico. L'ho conosciuto 30 anni fa: è uomo di cultura, uomo gradevolissimo e generoso. Mi trovavo benissimo con lui. Si parlava di tutto con lui". Dice che all’ex Nar piaceva “il mio approccio solidaristico al lavoro”, che “non voleva soldi, anche perché non gli servivano, non aveva vizi, non fumava, non aveva amanti, solo i quattro cani ma quale intimidatore...". Meno positivo, invece, il guidizio dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Carminati parlava malissimo di Alemanno, lui si considerava un rivoluzionario e diceva che Alemanno si era imborghesito”.

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