Consip, dopo fuga notizie pm Roma avviano procedimenti contro ignoti

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Dopo la revoca della delega per le indagini ai carabinieri del Noe, aperti fascicoli per accertare i responsabili delle "ripetute violazioni" del segreto istruttorio. Pubblicati anche alcuni omissis. Continua lo scontro politico: Speranza chiede dimissioni Lotti, Forza Italia dice no

Continua a tenere banco, sia sul piano dell’inchiesta sia su quello politico, il caso Consip. Mentre lo scontro tra Matteo Renzi e Beppe Grillo va avanti a colpi di blog e i politici si dividono sulla permanenza nel governo del ministro Luca Lotti, la Procura di Roma ieri ha revocato ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini per fuga di notizie. Secondo quanto si è appreso, la Procura avrebbe avviato una serie di procedimenti, per il momento contro ignoti.

Pubblicati anche alcuni omissis - Nel mirino degli inquirenti, dopo le “ripetute violazioni” del segreto istruttorio, dovrebbero esserci quei pubblici ufficiali che hanno avuto a che fare con l'inchiesta sugli appalti e che dovessero risultare responsabili della fuga di notizie. I procedimenti puntano ad accertare anche perché siano stati pubblicati atti di indagine “omissati” nei provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria.

Smentiti contrasti tra Roma e Napoli - Fonti della Procura di Roma, intanto, smentiscono alcune ricostruzioni di stampa secondo le quali ci sarebbero contrasti con i magistrati napoletani. Smentita che è arrivata anche da Napoli.

Speranza chiede dimissioni Lotti - Ma se non c’è scontro tra le Procure, sulla vicenda Consip prosegue la polemica politica. Sabato Beppe Grillo ha accusato Matteo Renzi di aver “rottamato” il padre, che è indagato e per il quale l’ex premier ha chiesto una “pena doppia” se dovesse risultare colpevole. “Non ti permettere, sciacallo”, ha risposto Renzi sempre via web. Oggi, invece, ad alimentare le polemiche è Roberto Speranza, leader di Articolo1 - Movimento democratico e progressista (Mdp): in un’intervista a Repubblica ha chiesto le dimissioni di Luca Lotti, ministro dello Sport indagato nell’inchiesta Consip, ma ha aggiunto che il governo Gentiloni deve andare avanti.

Berlusconi e Romani: “Fi contro mozione sfiducia Lotti” - Sulla possibilità di votare la mozione di sfiducia contro Lotti, presentata dal M5S, Speranza prosegue: “Si riuniranno i gruppi e decideranno. Non mi convince l' idea di dare vento alle vele di chi su questa vicenda vuol fare solo propaganda. È un errore arrivare fino a quel punto. Ritengo che il problema vada risolto politicamente”. Le dichiarazioni di Speranza hanno attirato le critiche di molti suoi ex colleghi del Pd e di esponenti del governo. “Le dimissioni non sono un tema all'ordine del giorno”, ha tagliato corto il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in un’intervista al Corriere della Sera. Contro la mozione di sfiducia anche Silvio Berlusconi, che in un’altra intervista spiega: “Rimango un garantista anche quando le vicende riguardano un avversario politico. Forza Italia non ha mai votato la sfiducia individuale a un ministro”. E su Renzi aggiunge: “Batterlo è un compito che tocca a noi”. A ribadire che Fi “voterà contro la mozione di sfiducia al ministro Luca Lotti” è anche il capogruppo del partito al Senato, Paolo Romani. Che, per quanto riguarda le possibili ricadute sull’esecutivo della vicenda Consip, a “L’intervista di Maria Latella” su Sky TG24 aggiunge: “Penso che si andrà a votare alla scadenza naturale della legislatura”.

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