Sisma e maltempo, Gentiloni nel Teramano: "Vi staremo vicini"

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Il premier, in visita in alcune zone colpite dal terremoto e poi dalle nevicate, ha incontrato sindaci e autorità. "Bisogna lavorare e lavorare in fretta", ha detto. I primi cittadini hanno chiesto cure "shock" per la ricostruzione e un decreto per l'emergenza maltempo

“Ce la faremo, vi staremo vicini”. È questa la promessa del premier Paolo Gentiloni, che ha visitato le zone del Teramano colpite dal terremoto. I sindaci gli hanno chiesto “provvedimenti shock” per la ricostruzione e un decreto per l’emergenza maltempo. E lui ha assicurato: “Bisogna lavorare e lavorare in fretta”. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intanto, ha spiegato che altre risorse sono in arrivo grazie al dialogo con l’Ue e ha invitato a tradurre le cifre di bilancio in risultati concreti.

"Ce la faremo" - La prima tappa della visita in Abruzzo di Gentiloni è stata Montorio al Vomano (Teramo). Il premier è entrato nel centro storico e ha parlato con alcuni abitanti del posto, che gli hanno chiesto aiuto per le attività commerciali e per le case. “Ce la faremo, vi staremo vicini. Contate sul nostro impegno”, ha risposto. Poi l’incontro a porte chiuse nel municipio con i vertici della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo, durato una ventina di minuti. Il sindaco di Montorio, Gianni Di Centa, ha illustrato al premier la situazione di difficoltà della comunità locale, alle prese con uno dei più alti numeri di sfollati dalle abitazioni per le conseguenze dei terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre scorsi e del maltempo di metà gennaio. Il primo cittadino ha chiesto soprattutto celerità nella ricostruzione: “Servono provvedimenti shock – ha detto Di Centa a Gentiloni –, a un malato grave non serve una cura con l'aspirina”.

"Bisogna lavorare in fretta" - Poi il premier si è spostato a Teramo, dove ha incontrato i sindaci sull'emergenza post-sisma e maltempo. “Oggi il rischio maggiore è quello di perdere un po’ di fiducia nel futuro in queste zone. Quindi bisogna risolvere i problemi di emergenza, ma piano piano ridare speranza e reinvestire sulle vocazioni di questi territori”, ha detto Gentiloni. E ancora: “Una parte del nostro Paese è stata ripetutamente colpita in modo molto grave. Questo non deve incrinare la coesione delle nostre comunità e la fiducia nel futuro. Però bisogna lavorare e lavorare in fretta, perché solo se le istituzioni saranno veramente unite e rapide questo potrà consentire di restituire fiducia ai nostri territori”.

"Tornerò presto" - Dopo l’incontro coi sindaci, Gentiloni è ripartito. “Tornerò presto – ha detto ai cronisti –. Per me è stato molto molto utile ascoltare le esigenze, i problemi, anche le lamentele che vengono dal territorio e in particolare dai sindaci”. In merito al decreto terremoto appena approvato dal Governo, Gentiloni ha risposto: “In particolare per il Teramano, credo che serva un piano urgente soprattutto sul tema della viabilità ma poi serve tutto il resto su cui stiamo lavorando”.

"Il Governo ci deve aiutare oggi, domani è tardi" - “Questa provincia ha la necessità di un provvedimento particolare. Nessuna delle altre zone ha avuto una nevicata così eccezionale che ha determinato 4 morti, oltre duemila sfollati solo per la neve, danni all'economia e soprattutto ha mostrato la fragilità del territorio”, ha ribadito dopo l’incontro con Gentiloni il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. “Il nostro è un territorio che, è proprio il caso di dirlo, sta franando su stesso. Il Governo ci deve aiutare oggi, domani è tardi. Questo decreto è insufficiente, bisogna lavorarci prima che venga pubblicato e poi nella fase della conversione”, ha aggiunto il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi.

Un decreto per l'emergenza maltempo - Un decreto per l’emergenza maltempo, poi, è stato chiesto a Gentiloni dai sindaci dei comuni fuori cratere sismico ma duramente colpiti dal maltempo. Come quello di Notaresco, Diego Di Bonaventura; di Castellalto, Vincenzo Di Marco; di Cellino Attanasio, Giuseppe Del Papa; di Atri, Gabriele Astolfi. “Non si può far finta che in Abruzzo non sia successo nulla. Abbiamo capannoni industriali e agricoli crollati, famiglie evacuate, un territorio distrutto al quale noi adesso non sappiamo dare risposte. Il cuore ce lo mettiamo noi, abbiamo bisogno di risorse”, hanno detto.

L'invito di Padoan - Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intanto, ha annunciato che, dopo la flessibilità ottenuta per le spese per il sisma, “altre risorse saranno messe in campo in un contesto in cui il dialogo con l'Ue continua perché il Paese e il Governo rispettano le regole”. Padoan ha poi invitato a tradurre le cifre di bilancio in risultati concreti “perché siano percepibili”. Le risorse “è importante che siano usate, non solo stanziate”, ha spiegato. E ancora: “Gli eventi sismici chiedono uno sforzo e un impegno nella fase di emergenza che vanno continuati anche nella ricostruzione e nella messa in sicurezza. Il Paese si è mosso con l'Ue e ha chiesto e ottenuto margini aggiuntivi di risorse per quella che io chiamo l'edilizia sismica”. Ora, ha aggiunto, bisogna “rafforzare la cooperazione tecnica con gli enti locali, perché le valutazioni urbanistiche siano attente e rapide. Non possiamo permetterci tempi lunghi”.

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