'Ndrangheta, confiscati 20 milioni di euro a due presunti affiliati

L'ingresso della sede della Direzione investigativa antimafia (Dia) a Genova (foto d’archivio)
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Operazione della Direzione investigativa antimafia di Genova, su mandato del Tribunale di La Spezia. Due persone sottoposte a sorveglianza speciale. Confiscati veicoli industriali, quote societarie, immobili e conti correnti esteri

Due persone sottoposte a sorveglianza speciale e una confisca di beni per circa 20 milioni di euro. È questo il risultato di un’operazione della Direzione investigativa antimafia di Genova, che ha eseguito il provvedimento del Tribunale di La Spezia.

I due sottoposti a vigilanza - Sottoposti a vigilanza, con obbligo di soggiorno nel comune di dimora abituale per due anni, Roberto Piras e Riccardo Trusendi: entrambi imprenditori di 73 anni, sono ritenuti affiliati alla 'ndrangheta ed erano già stati arrestati nel 2015 nell'operazione “Grecale Ligure” perché avevano reimpiegato beni e titoli bancari provenienti da bancarotta fraudolenta, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e falso.

Confisca dei beni - Per i due è stata disposta anche la misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni a loro riconducibili, per un valore di oltre 20 milioni di euro. Sono stati confiscati veicoli industriali, quote societarie, immobili e conti correnti in Francia e Svizzera.

Le accuse - Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Dia, guidati dal colonnello Sandro Sandulli, Piras e Trusendi svuotavano società che si trovavano in stato di insolvenza, distraendo i beni che poi rivendevano a terzi in modo da lasciare il curatore fallimentare praticamente a mani vuote. Lo scopo era acquisire il portafoglio clienti, le risorse umane e i mezzi delle imprese, che dopo il fallimento venivano trasferiti in altre società, lasciando debiti e sfruttando norme e strumenti fiscali e previdenziali ai danni dell'erario.

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