Slitta l'interrogatorio di Marra, Virginia Raggi prende le distanze

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L'ex direttore delle Risorse Umane del Campidoglio dovrà spiegare ai magistrati i passaggi della nomina del fratello da vicecapo dei vigili urbani a responsabile della direzione Turismo. Lombardi: campagna di fango contro me e il M5S

Slitta di qualche giorno l'interrogatorio di Raffaele Marra. L'ex responsabile del personale in Campidoglio, in carcere per una vicenda di corruzione antecedente alla giunta Raggi, non comparirà più martedì davanti ai pm, bensì in uno dei giorni successivi e sarà ascoltato sulla questione della nomina del fratello, Renato, a capo del dipartimento Turismo. Nomina per la quale è indagato per abuso assieme alla sindaca Raggi che deve rispondere anche di falso.

 

La nomina del fratello di Marra al centro dell'indagine - Marra, ex direttore del dipartimento Organizzazione e Risorse umane del Campidoglio - detenuto con l'accusa di concorso in corruzione con l'imprenditore Sergio Scarpellini - ai magistrati della Procura di Roma dovrà spiegare i passaggi della nomina del fratello Renato da vicecapo dei vigili urbani a responsabile della Direzione Turismo di Roma Capitale, che è stata al centro dell'interrogatorio-fiume a cui la Raggi è  stata sottoposta giovedì scorso.

 

Nella vicenda, i magistrati ipotizzano nei confronti di Raffaele Marra il reato di abuso d'ufficio (Raggi è invece indagata anche per quello di falso): con la sindaca avrebbe violato i regolamenti "procurando intenzionalmente" a suo fratello "un ingiusto vantaggio patrimoniale - recita il capo di imputazione - costituito sia dalla nomina illegittima sia dall'attribuzione di una fascia retributiva superiore a quella già posseduta".

 

La presa di distanza di Raggi - La sindaca Virginia Raggi davanti ai magistrati avrebbe scaricato su di lui il peso dell'abuso d'ufficio, sostenendo di non essere stata informata dell'aumento significativo di stipendio di Renato Marra. Circostanza che sarebbe confermata da una delle chat su Telegram acquisite dalla Procura in cui si lamentava con Raffaele Marra sulla nomina - con aumento di stipendio - di Renato: "Questa cosa dello stipendio mi mette in difficolta', me lo dovevi dire". Una presa di distanza che Raggi ha ribadito ai pm: la chat potrebbe alleggerire la sua posizione perché, sfogandosi in quei termini con colui che all'epoca era il suo braccio destro, lei mostrava di non avere alcuna consapevolezza del vantaggio ingiusto nei confronti di Renato Marra.

 

Il sostegno di Grillo - Dopo la bufera che ha travolto la sindaca, nella quale è emersa anche la notizia di una polizza stipulata in suo favore da Salvatore Romeo, Beppe Grillo si è schierato con un lungo post in difesa di Virginia Raggi. Una lettera condivisa su Facebook dalla sindaca, accompagnata dalle parole "Grazie Beppe.

 

 

E si mobilitano anche atri big del parito. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ad esempio, che da Fb sprona il Movimento e gli amministratori locali a reagire alla campagna d fango contro il Movimento e a guardare al voto anticipato dove il "M5S è l'unico che può raggiungere il 40%". E interviene anche Roberta Lombardi, che difende il Movimento ma anche se stessa dall'accusa di essere stata la presunta fonte della notizia delle polizze di Salvatore Romeo. 

 

Voglio essere chiara, perché quello che si sta verificando è qualcosa di infamante nei miei riguardi e non posso...

Pubblicato da Roberta Lombardi su Domenica 5 febbraio 2017

 

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