Delitto di Vasto, la procura: omicidio premeditato

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Per il ministro della giustizia Orlando, la vendetta contro Italo D’Elisa non deve essere ricondotta a ritardi nell'iter giudiziario, al contrario di quanto sostenuto dall'arcivescovo Forte

La procura di Vasto ha contestato a Fabio Di Lello, insieme ad alcuni reati minori, quello di omicidio premeditato. I capi d'imputazione saranno ufficializzati sabato durante l'interrogatorio di garanzia. L'uomo ha freddato con tre colpi di pistola Italo D’Elisa, un ragazzo di 21 anni che, nel luglio del 2016, aveva investito e ucciso Roberta Smargiassi, sua moglie. Ora Di Lello si trova in prigione dove, secondo il suo legale, "non ha ancora realizzato ciò che ha fatto e cosa sia successo".

 

Orlando contro le accuse di una "giustizia che non dà segni" - “Un atto inaccettabile che è stato scaricato sulla giurisdizione in un tribunale che, peraltro, ha tempi migliori della media europea. Non deve accadere”. Sono queste le parole del ministro della Giustizia Andrea Orlando, pronunciate durante il congresso di Magistratura Indipendente, sui fatti di Vasto. Le dichiarazioni di Orlando arrivano dopo quelle dell'arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte. Forte aveva sottolineato di essere addolorato per il fatto "che questo giovane esasperato dalle lentezze di una giustizia che non dava segni, nei confronti di colui che aveva investito la moglie, abbia reagito facendosi, secondo lui, giustizia da sé”. Ma ancor prima che per Orlando, a ribadire che l’iter giudiziario sul caso non stava andando a rilento è stato il capo della Procura vastese, Giampiero Di Florio, secondo il quale non c’è stata nessuna lentezza. “Anzi”, ha spiegato, “questo procedimento evidenzia la celerità di un tribunale come quello di Vasto nella trattazione dei processi: le indagini sono durate 110 giorni dalla data dell'incidente, l'udienza davanti al Gup era prevista il 21 febbraio: direi che ci sono tutti i tempi rapidi per arrivare a una sentenza, in meno di otto mesi". 

 

L'Anm abruzzese: "Affermazioni prive di fondamento" - Solidarietà alla procura di Vasto è stata espressa anche dall’Associazione nazionale magistrati dell’Abruzzo “in relazione alle recenti dichiarazioni, provenienti anche da personalità con altre responsabilità istituzionali e civili”. “Tali affermazioni”, ha sottolineato l’Anm, “suggeriscono l’idea di un delitto maturato anche per mancanza di risposte rapide da parte della giustizia” per l’incidente che portò alla morte di Roberta Smargiassi. Ma queste insinuazioni sono “destituite di ogni fondamento” perché “le indagini sono state condotte con celerità e nell’assoluto rispetto dei termini processuali”.

 

La dinamica dell'aggressione - Intanto è stata ricostruita la dinamica dell’aggressione di Di Lello a D’Elisa. Il 21enne è stato ucciso all’ingresso del Drink Bar Caffè di Vasto con tre colpi sparati da una calibro 9. La videocamera di un locale ha ripreso tutta la scena: i due all’inizio si sono parlati, poi Di Lello ha estratto la pistola e ha iniziato a sparare. Il ragazzo, come ha stabilito l'autopsia, è morto sul colpo e i funerali saranno celebrati nella giornata di sabato. 

 

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