Traffico migranti, operazione in Lombardia: una ventina gli arresti

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Sono 34 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, 18 già eseguite. I fermati sono quasi tutti di nazionalità straniera. Le indagini, partite dal Cremonese, sono durate circa due anni. Boccassini: "Documentati 62 viaggi, in alcuni casi erano furgoni con 40 persone stipate in condizioni disumane"

Operazione della polizia di Stato, in Lombardia, contro il traffico di esseri umani: è stata sgominata una banda di presunti trafficanti di migranti che operava a livello internazionale. L’associazione per delinquere, ampia e ramificata, trasportava cittadini extracomunitari dietro il pagamento di somme di denaro. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nell'ambito dell'inchiesta per immigrazione clandestina, in Italia e all'estero, sono 34. Tra queste, 18 sono già state eseguite. Le persone arrestate sono quasi tutte di nazionalità straniera.



Indagini durate quasi due anni - Le operazioni, svolte dalla Squadra mobile, sono state coordinate e dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano. Le indagini sono partite quasi due anni fa dal Cremonese, seguendo i tentativi di reclutamento di passeur per la Francia, ma hanno poi interessato diverse province lombarde e anche la zona di frontiera di Ventimiglia.

“Stipati in condizioni disumane” - “L'organizzazione aveva persone che l’avvertivano dei nuovi sbarchi in Sicilia”, ha detto in conferenza stampa, a Milano, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini. “I viaggi – ha spiegato – potevano costare dai 500 ai mille euro dalla Sicilia alla Francia, oppure un centinaio di euro per attraversare la frontiera. Abbiamo documentato 62 viaggi, in alcuni casi erano furgoni con 40 persone stipate all'interno in condizioni disumane”.

“Siamo di fronte a una globalizzazione del male” - Al vertice dell' organizzazione c'erano egiziani, ma avevano complici somali, afgani, tunisini, eritrei: tutte le nazionalità, cioè, dei migranti. Coinvolti anche italiani, che avevano un ruolo marginale all'interno dell'associazione e che si occupavano dei trasporti in auto da Ventimiglia. “È interessante notare che non c'è un'unica etnia che si occupava dei viaggi – ha precisato Boccassini –, ma siamo di fronte a una globalizzazione del male”. I punti di raccolta dei migranti erano attorno alla stazione Centrale di Milano. Gli “scafisti di terra” istruivano i migranti per affrontare il viaggio in treno fino a Ventimiglia: la prima regola era disperdersi per non dare nell'occhio, la seconda era di non parlare mai con i passeur che li accompagnavano in altri vagoni.

Soddisfazione di Minniti - Anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il capo della Polizia, Franco Gabrielli, per l’operazione. “Questa operazione – ha detto Minniti – assume una particolare importanza perché colpisce duramente il traffico di esseri umani, criminali senza scrupolo che sfruttano persone in grave difficoltà e in pericolo di vita per i loro loschi guadagni”.

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